Le Marche in zona gialla. Ma tre numeri che non si piegano: rianimazioni, anziani e decessi

Le Marche in zona gialla. Ma tre numeri che non si piegano: rianimazioni, anziani e decessi
di Andrea Taffi
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Domenica 6 Dicembre 2020, 02:25

ANCONA - Nel giorno in cui le Marche tornano in zona gialla in un clima che sa molto da “liberi tutti”, ci sono ancora un tre dati che non tornano nel quadrante sanitario. Il primo è quello delle terapie intensive che risentono del dato incessante dei nuovi positivi che calano in percentuale ma in assoluto restano sempre alti. Ieri 418 su 2258. Diciotto per cento di incidenza ma pur sempre 418, una quota minima dei quali si trasforma in ricoveri e di questi una piccola parte finisce in rianimazione. Domenica scorsa i pazienti bisognosi di cure intensive erano 85 e ieri erano 84. Praticamente lo stesso numero di letti occupato.

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Il dato ingombrante
Ma c’è anche un altro dato che si affaccia in controtendenza sulla discesa dei dati. Ed è quello degli ospiti delle strutture territoriali: domenica scorsa erano 209 e ieri sono saliti a 264. È un dato che va letto in filigrana alla luce della nuova gestione pronto soccorso-dimissioni-deospedalizzazione: i pronto soccorso che erano arrivati tre settimane fa a quota 85 (pazienti in osservazione) da una settimana non vanno oltre 33 e ieri erano addirittura a 20. Le dimissioni questa settimana sono state oltre 150 (record mercoledì a quota 42 opazienti). È evidente che l’obiettivo del servizio Salute è, quando possibile, tenere lontano dagli ospedali i positivi sintomatici per evitare di gravare sulle strutture a maggiore intensità di cure. In questa ottica le strutture territoriali stanno accogliendo più pazienti Covid. Dunque accettare il rischio di tenere il paziente monitorato con la certezza di avere maggiore reattività in ospedale quando serve. E gli ospedali rispetto alla scorsa settimana sono sicuramente più alleggeriti: da 683 ricoverati si è passati a 590 nel bollettino giallo del Gores di ieri (meno 12%). È l’effetto della diminuzione dei pazienti nei reparti di malattie infettive (da 452 a 373, quasi il 18%) che fa dire ai sanitari che presto anche il numero delle terapie intensive dovrà calare.


Ieri 13 decessi
L’ultimo dato che non torna è quello dei decessi. A fine giornata si sono registrati 13 decessi. Si tratta di 8 uomini e 5 donne, tra 59 e 99 anni. Tutti con pregresse patologie tranne una donna di 99 anni di Senigallia. Le altre vittime erano invece di Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto, Cartoceto, Recanati, Fermignano, Ancona, Macerata, Fano, Osimo, Falconara. Il totale dei decessi nelle Marche dall’inizio della pandemia sale a 1.327. Da segnalare che tra ricoverati, positivi e isolamenti fiduciari nelle Marche ci sono circa 34mila persone bloccate. Uno sguardo anche alla situazione dei contagi nel dettaglio. I positivi sui 1.464 tamponi molecolari effettuati sono, come detto, 418 nel percorso nuove diagnosi: secondo i dati del Servizio Sanità della Regione Marche 95 sono in provincia di Pesaro-Urbino, 93 in provincia di Ancona, 91 in provincia di Macerata, 60 in provincia di Fermo, 60 in provincia di Ascoli Piceno e 19 da fuori regione.


Il numero dei sintomatici
Questi casi comprendono 54 soggetti sintomatici, contatti in setting domestico (104 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (111), contatti in setting lavorativo (19), contatti in ambienti di vita/socialità (8), contatti in setting assistenziale (5), contatti con coinvolgimento di studenti di ogni grado di formazione (13), screening percorso sanitario (7). Per altri 97 casi si stanno ancora effettuando le indagini epidemiologiche. Nei 1.092 test del percorso Screening Antigenico sono stati riscontrati 15 casi positivi (da sottoporre al tampone molecolare). 

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