Le Marche zona gialla, permessi gli spostamenti tra Comuni. Ristoranti, bar, cibo e bevande in strada: che cosa cambia

Sabato 5 Dicembre 2020 di Maria Teresa Bianciardi

ANCONA - «Da domani le Marche sono di nuovo in giallo e dobbiamo fare di tutto per restarci». L’annuncio ufficiale è arrivato ieri pomeriggio durante la conferenza stampa dedicata al numero unico di emergenza e postato sui social dal presidente della Regione, Francesco Acquaroli, che sta terminando il suo periodo di isolamento domiciliare. Un sospiro di sollievo che ha preceduto il monito ai marchigiani: «Il colore della nostra regione è nelle vostre mani. Se non è necessario bisogna cercare di evitare luoghi di potenziale affollamento: dobbiamo tutti impegnarci al massimo».

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I dati preoccupano
Perché se non fosse ancora chiaro, dai dati che quotidianamente arrivano dal servizio sanità della Regione, il virus ancora circola in maniera importante. «È vero che abbiamo aumentato il numero dei tamponi - sottolinea Acquaroli - ma il numero dei sintomatici non va mai sotto i 400 casi, dunque non possiamo abbassare la guardia. Il timore è che dopo Natale, senza adottare comportamenti prudenti ed evitando gli assembramenti, le Marche possano tornare nella fascia arancione». Così, come misura di estrema cautela, il governatore ha deciso di mantenere le regole imposte nell’ultima ordinanza regionale, firmata il 19 novembre scorso, in cui si dettano le principali norme anti assembramento da rispettare in tutto il territorio. Tra queste anche il divieto «dopo le ore 16 di consumare alimenti e bevande all’aperto su aree pubbliche o private aperte al pubblico. In ogni caso non è consentita la consumazione sul posto e nelle adiacenze dell’attività di vendita e di somministrazione di alimenti e bevande». Risolto dal Dpcm del governo uno dei temi che preoccupavano Acquaroli; quello dei centri commerciali, «luoghi che spesso vengono considerati punti di ritrovo per trascorrere i pomeriggi invernali e di pioggia, ma che in questo periodo possono creare assembramenti».


L’economia da tutelare
Conte ha annunciato che saranno comunque chiusi nei weekend natalizi, proprio per scongiurare la circolazione del Covid tra la folla. «Mantenendoci in fascia gialla anche i ristoranti e i bar potranno continuare a tenere aperti (fino alle 18), incrementando l’attività oltre al servizio di asporto e di consegna a domicilio». Dunque da domani si torna ad allargare le maglie delle misure consentite in questa emergenza infinita da Coronavirus, fermo restando il coprifuoco. Dalle 22 alle 5 continuano ad essere vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Ma ci si potrà spostare da un Comune all’altro sempre all’interno della fascia gialla e rispettando l’orario del coprifuoco. Resta la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, misura che dovrebbe essere ridotta dal 7 gennaio in poi al 75%. Per quanto riguarda i centri commerciali in area gialla nelle giornate festive e prefestive vengono chiusi gli esercizi presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

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Ultimo aggiornamento: 09:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA