Ecco i Covid Hospital. Ceriscioli: E se non bastano si fa l’ospedale unico»

Sabato 7 Marzo 2020 di Lorenzo Sconocchini
Ecco i Covid Hospital. Ceriscioli: E se non bastano si fa l ospedale unico»

ANCONA  - Accessi riservati al Pronto soccorso, con un triage dedicato ai pazienti con affezioni respiratorie, e interi reparti o meglio ancora plessi isolati (e se non bastano, un intero ospedale) in cui curare i pazienti contagiati. Il principio è chiaro: prestare assistenza sanitaria ai malati di Coronavirus, aumentando i posti letto, senza rischiare di infettarne altri per commistione. Continua la metamorfosi della sanità regionale per adattarsi ai tempi del Covid-19, un’epidemia che ieri ha aggiornato il suo bilancio arrivando a 159 campioni positivi nelle Marche (compresi i 4 anziani purtroppo morti nei giorni scorsi) con 126 infettati solo nel Pesarese. Sono 35 contagiati in più rispetto a giovedì, su un totale di 585 tamponi analizzati nei laboratori di Virologia. Ieri, stando al bollettino stilato dal Gores nel primo pomeriggio, i pazienti ricoverati erano saliti da 76 a 93: 20 nelle terapie intensive e 73 in altri reparti, soprattutto Malattie infettive.

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E c’è ancora il grosso punto interrogativo dei casi in isolamento domiciliare, saliti ieri quasi a mille, anche se solo 76 con sintomi. Quanto basta, tra contagi conclamati e gente in quarantena, per predisporre il sistema sanitario regionale alla fase 3 dell’emergenza, quella dei Covid Hospital, che prevede di riservare intere palazzine e blocchi ospedalieri alla cura dei contagiati in diverse aree: Marche Nord per Pesaro Urbino, il polo ospedaliero di Torrette per Ancona (dove la soluzione individuata sarebbe la palazzina di Malattie Infettive) e se serve anche l’ospedale di Fermo. Bruciato in pochissimi giorni lo schema adottato nella prima settimana dell’emergenza, con 25 posti in camere isolate tra Rianimazioni e Malattie Infettive in tutta la regione, si è passati alla fase 2, quella dei letti affiancati in reparti riservati ai contagiati, che ha consentito di recuperare 10 posti in più a Marche Nord e 15 a Torrette. Ma già giovedì si era capito che, con questi ritmi di evoluzione del contagio e dei malati da ricoverare, soprattutto nel Pesarese, il sistema avrebbe tenuto ancora per pochi giorni. Per questo ieri il governatore Luca Ceriscioli ha fatto un sopralluogo nei due ospedali principali, quello di Marche Nord a Pesaro, prima linea dell’emergenza, poi gli Ospedali Riuniti di Torrette, dove ha visitato la nuova struttura del pre triage del Pronto soccorso allestita dalla Protezione civile. Servirà a “filtrare” i pazienti con sintomi da Coronavirus, come succede già a Marche Nord, dove addirittura, per il gran numero di contagiati, il box triage per chi ha affezioni alle vie respiratorie è diventato quello per i malati tradizionali. «Marche Nord ha fatto da apripista per le soluzioni organizzative, ha spiegato Ceriscioli ringraziando gli operatori della Sanità per il formidabile impegno. Il governatore ha parlato di situazione «in evoluzione, che stiamo seguendo con grande attenzione, cercando di essere un passo avanti a quanto serve».

E il prossimo passo sarà appunto quello dei Covid Hospital riservati ai contagiati. «Saranno spazi dedicati - ha specificato il presidente -. Potranno essere in alcuni casi plessi singoli, in altri reparti che si trasformano, ospedali che si riorganizzano. C’è un continuo aggiornamento delle situazioni per affrontare al meglio l’evoluzione della situazione». Tra gli scenari contemplati, c’è anche la fase 4, quella dell’ospedale unico per la cura del Covid-19. «È chiaro che se si andrà su numeri elevati di contagiati si punterà su strutture intere da convertire e dedicare - ha confermato anche ieri -. Al momento utilizzeremo i tanti posti che abbiamo, dedicandoli al Coronavirus». Per l’eventuale ospedale unico, ancora non c’è una soluzione definita. Il polo di Torrette sembra escluso, perché riservarlo al Covid-19 minerebbe le funzioni di II livello dell’ospedale Regionale, con il dipartimento delle emergenze. Tra le opzioni, oltre a ospedali baricentrici, ci sono i 13 ospedali della regione riconvertiti in Case della Salute, sui quali ieri Ceriscioli aspettava un report. Ma per ora siamo allo step precedente, quello dei plessi riservati.

Negli Ospedali Riuniti di Torrette sono per ore ricoverati in vari reparti 17 dei 73 contagiati ospedalizzati delle Marche. Ma con la fase 3 i posti letto saranno aumentati, come ha detto il governatore dopo l’incontro con il Gruppo di crisi dell’azienda ospedaliera di Ancona. «A Torrette stanno facendo un grande lavoro, si stanno individuando spazi per una cinquantina di posti letto aggiuntivi, dedicati e pronti ad accogliere malati». Per accelerare i tempi, nella bozza del prossimo decreto legge il Governo ha previsto misure, anche in deroga, per attivare reparti temporanei. Il polo di Torrette si sta attrezzando per affrontare eventuali picchi di accesso come ha confermato ieri il direttore generale degli Ospedali Riuniti Michele Caporossi. «Siamo un ospedale cangiante, in continua trasformazione. Non c’è più il reparto fisso di una volta, c’è una organizzazione che muta rapidamente, secondo le esigenze, per assicurare una risposta specifica ai problemi, in particolare la rianimazione con il supporto ecmo (insufficienza respiratoria grave) e infettivologia. Tutta la palazzina delle Malattie infettive è interessata da una trasformazione che ci porterà ad avere un numero elevato di posti letto a disposizione per il Coronavirus». 
Per Malattie Infettive sono prevsiti 40 posti letto con ecmo più altri nove in terapia subintensiva, mentre altri posti saranno riservati al Covid in Rianimazione. Intanto l’attività non urgente, sia chirurgica che diagnostica, subisce per forza rallentamenti o differimenti. «I cittadini vengono informati, cerchiamo di non creare disagi, ma ci sono sacrifici da fare - parole del Dg Caporossi -. Ci appelliamo al massimo senso di responsabilità di tutti».

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