Ciccioli, capogruppo di Fdi in Regione, positivo al Covid: «Se non mi avessero avvisato non me ne sarei accorto. Ho fatto il doppio tampone»

Lunedì 11 Gennaio 2021 di Andrea Taffi
Carlo Ciccioli, capogruppo Fdi alla Regione Marche, positivo al Covid

ANCONA - «Ho tempo, nessun disturbo. Ma ho capito il motivo per cui mi chiamate».


Carlo Ciccioli, capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia, gira voce che sia positivo al Covid-19?

«Ma sì, certo che è vero».

 
Come è avvenuto il contagio?
«Un contatto indiretto con un collega medico che mi ha chiamato ieri mattina (sabato per chi legge, ndr). Mi ha detto: “Carlo guarda sono positivo”. Io non sentivo niente ma nel dubbio sono andato a fare un tampone antigenico rapido in un laboratorio privato».


Esito?
«Esito incerto. Per cui il pomeriggio sono stato a fare il tampone molecolare».

 
E stavolta il risultato è stato positivo.
«Esatto».


Sintomi?
«Niente di niente. Io sono uno che paradossalmente di solito ha una temperatura basale: qualche linea sopra 36. Poca roba. Mi sono misurato la febbre ieri pomeriggio e avevo 35.8. Mi sono preoccupato... al contrario. Per il resto non ho tosse o affanno, sono andato a sentire un paio di profumi per valutare la possibile perdita dell’olfatto e li sentivo distintamente».


Insomma, asintomatico pieno. Isolamento fiduciario per dieci giorni.
«Aspetterei ancora un attimo. Se sono ancora nel periodo di incubazione può darsi che serva qualche giorno per manifestare i sintomi».


Si è dato una spiegazione, da medico?
«Si dice che se c’è un contatto indiretto con una soggetto a viremia (carica virale, ndr) bassa, di solito si contrae una forma leggera. Mentre il contagio da un paziente attivo, cioè con viremia alta, porta sintomi, febbre e via dicendo. Però, ripeto, rimarrei cauto».


Tanto ora rimarrà a casa.
«Ovviamente sì, purtroppo dovevo vedere un sacco di gente e invece mi tocca l’isolamento. La scorsa settimana ho incontrato centinaia di persone. Se non avessi ricevuto la chiamata del collega avrei continuato indisturbato. Non ho niente».


Sua moglie ha fatto il tampone?
«Certo, lei è negativa. Le donne sono più forti».


Salterà il consiglio regionale di martedì.
«Ho in mente l’ordine del giorno: interrogazioni e mozioni. Poi c’è l’approvazione di una legge».


Sarà preoccupato il suo avversario, l’ex sindaco di Macerata, il Pd Carancini.
«E perché?».


Nell’ultima seduta a un certo punto lei gli ha diagnosticato un disturbo della personalità isterico-istrionico.

 «Avevo consultato in diretta il Dsm, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali e su diversi punti avevo trovato corrispondenze...».


Poi però il presidente del consiglio Latini l’ha placcata, in senso figurato.
«Sì, mi sono allineato»


E lei ha ribattuto: “No, è che mi viene da far diagnosi”. Un siparietto divertente.
«È stato più forte di me».

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