AstraZeneca salta una consegna, scorte ridotte nelle Marche. E i conti non tornano sui destinatari dei vaccini

AstraZeneca salta una consegna, scorte ridotte nelle Marche. E i conti non tornano sui destinatari dei vaccini
AstraZeneca salta una consegna, scorte ridotte nelle Marche. E i conti non tornano sui destinatari dei vaccini
di Martina Marinangeli
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Giovedì 1 Aprile 2021, 02:30 - Ultimo aggiornamento: 15:55

ANCONA - AstraZeneca manca una consegna e le scorte si riducono all’osso, con rischio di rallentamenti per alcuni segmenti della campagna vaccinale, che comunque procederà anche durante il weekend di Pasqua. Per martedì era attesa una fornitura di circa 30mila dosi nelle Marche, ma la deadline non è stata rispettata e c’è ancora in calendario la nuova data di arrivo.

Le fiale del farmaco anglo svedese, nel frattempo ribattezzato Vaxzevria – con annessa modifica del bugiardino per aggiungere i rarissimi casi di trombosi agli eventuali effetti collaterali –, a ieri non avevano neanche varcato i confini italiani. Nel bunker dell’Inrca, centro di “smistamento” regionale dei vaccini, sono rimaste appena 680 dosi AstraZeneca ed un ulteriore ritardo nella consegna comporterebbe non pochi problemi.


Il via libera
Nel frattempo, è stato dissequestrato il lotto ABV5811 - uno dei due per i quali era stato ordinato lo stop a metà mese, seguito da blocco totale del farmaco fino al pronunciamento dell’Ema del 18 marzo – ed anche nelle Marche si potranno usare quei flaconi rimasti finora in stand by. Al ritardo nella consegna di Vaxzevria, fa da contraltare la fornitura di 33.500 dosi di Pfizer arrivate martedì, come di consueto, all’Inrca di Ancona: entro domani saranno distribuite agli altri sei hub regionali (Jesi, Fossombrone, Civitanova Marche, Camerino, Fermo e San Benedetto del Tronto). Per oggi è invece attesa la fornitura di Moderna che, stando alla bozza previsionale, ammonterebbe a 10mila dosi. Ma anche in questo caso, il condizionale è d’obbligo dal momento che l’arrivo era stato inizialmente fissato per ieri. Continue ricalibrazioni nelle forniture – sia a livello di calendario delle consegne che di quantitativo di dosi recapitate – che rendono difficile una pianificazione organica. L’unica precisa come un orologio svizzero è Pfizer, che arriva puntuale ogni martedì, mentre per AstraZeneca e Moderna le date delle consegne vengono comunicate di volta in volta. 

Ma il farmaco statunitense ha una catena del freddo molto complessa da gestire. Per questa ragione, per la campagna di vaccinazioni a domicilio e negli ambulatori avviata nei giorni scorsi dai medici di base, si pensava di fare largo uso di Moderna e, quando possibile, di AstraZeneca (il farmaco non è infatti compatibile con alcune patologie), ma con la consegna mancata di quest’ultimo, si rischia qualche slittamento. Da piano vaccinale nazionale, l’approvvigionamento per il mese di aprile destinato alle Marche ammonterebbe a circa 176mila dosi – 133.380 Pfizer, 28.300 Astrazeneca e 14.300 Moderna -, alle quali potrebbero aggiungersi in corsa quelle targate Johnson & Johnson, che cominceranno ad arrivare in Italia dal 16 aprile. 


Consegne stabili
La stabilizzazione nelle consegne, con quantitativi ben definiti, è fondamentale per la corretta impostazione della campagna vaccinale, che proprio dal aprile entrerà nel vivo. Quanto alle somministrazioni portate avanti finora, risulta qualche discrepanza nei dati tra il sito del ministero della Salute e quello attivato dalla Regione, in particolare per quanto riguarda la categoria del Personale non sanitario. Il portale ministeriale annovera appena 1152 somministrazioni in questo target, mentre ammontano a 37.912 quelle registrate come “Altro”. 
Nel sito di Palazzo Raffaello che aggiorna i dati, invece, alla voce Personale non sanitario (OSS, personale di supporto negli ospedali e altri), le prime dosi risultano essere 15.454, mentre le seconde 10.198, per un totale di 25.652 somministrazioni. Nel portale regionale viene poi specificato che anche la categoria delle Persone estremamente vulnerabili seguite dal SSR (7459 le dosi somministrate) rientra nelle dicitura ministeriale “Personale non sanitario”, ma anche tentando le varie combinazioni, le cifre differiscono sensibilmente.

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