Hub Amazon a rischio, la rabbia di Confindustria: «Irragionevole burocrazia». Bocchini: «Ora ci pensi la Regione». Ecco che succede

L’attacco: «Solo silenzio dalla politica, ma deve indicare la via per superare i problemi»

Hub Amazon a rischio, la rabbia di Confindustria: «Irragionevole burocrazia». Bocchini: «Ora ci pensi la Regione». Ecco che succede
Hub Amazon a rischio, la rabbia di Confindustria: «Irragionevole burocrazia». Bocchini: «Ora ci pensi la Regione». Ecco che succede
di Martina Marinangeli
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Venerdì 25 Marzo 2022, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 08:21

ANCONA - Un silenzio assordante. Preoccupante nel caso di Scannell, general contractor di Amazon che da oltre un mese siede sul contratto mandato da Interporto per il trasferimento dei diritti edificatori necessari alla realizzazione della piattaforma logistica del colosso dell’e-commerce nella Bassa Vallesina. Incomprensibile nel caso della Regione, che detiene il 95% delle quote di Interoporto spa ma finora ha preferito non esporsi, quasi come se questa fondamentale partita non la riguardasse. 

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Il mutismo
La materia è delicata, la china è scivolosa e la prudenza ci sta, ma il mutismo selettivo dei piani alti di Palazzo Raffaello rispetto all’affaire Amazon ha fatto sorgere più di un punto interrogativo. Sul piatto c’è un’operazione talmente importante per il territorio – si parla di almeno mille posti di lavoro, indotto escluso, oltre alle ripercussioni positive in termini di sviluppo economico – che se dovesse implodere, farebbe tremare dalle fondamenta sia Interporto che Regione. «Sarebbe troppo facile far passare un fallimento così clamoroso come il risultato di una querelle burocratica tra un privato ed una società pubblica quale è Interporto – centra il cuore del problema il presidente di Confindustria Ancona, Pierluigi Bocchini, che osserva la questione con il pragmatismo di chi fa impresa – Spetta alla politica il compito di indicare la via per superare i problemi e perseguire il bene comune del nostro territorio». 


Il pressing
E invece, «nessuna parola dall’amministrazione regionale ma tante, forse troppe parole del presidente di una società, quella di Interporto, partecipata quasi interamente dalla stessa Regione Marche. Non sono certo che ci sia ancora il tempo per ricomporre la questione e portare il progetto al suo compimento. Spetta però alla politica, tutta, tentare ogni strada per cercare di farlo rimanere in vita». Eppure, il traguardo sembra così vicino. Tutti i tasselli autorizzativi - dal disco verde della commissione per la Valutazione di impatto ambientale, all’esclusione dalla Vas da parte della provincia – sono andati al loro posto, i privati che possiedono i terreni su cui dovrebbe sorgere il polo logistico hanno dato l’assenso alla vendita. Manca solo quello di Interporto, che per cedere i diritti edificatori attende la firma del contratto da 6 milioni da parte di Scannell. Un’attesa che va avanti da più di un mese. «Una questione che rischia di diventare l’ennesimo fallimento delle politiche di sviluppo economico del nostro territorio – rincara la dose Bocchini – un fallimento che non possiamo assolutamente permetterci, specie in una fase congiunturale dell’economia locale, nazionale ed internazionale così critica. Sono infatti indiscutibili i vantaggi in termini di rafforzamento e rilancio di altre infrastrutture presenti nella stessa area come aeroporto, porto e ferrovia, per non parlare dei benefici che potrebbero derivare allo stesso Interporto, mai decollato nonostante le tante risorse investite negli anni, a testimonianza di un’azione politica che non ha saputo individuare le giuste traiettorie per sfruttare a pieno le enormi potenzialità del progetto logistico». 
Invece, ad un passo dalla meta, si rischia di inciampare: «Dopo mesi ci troviamo ancora a commentare una vicenda che, lontana dalla sua conclusione, rischia di finire in una bolla di sapone per le solite e ben note prassi della irragionevole burocrazia che regna su ogni processo autorizzativo nel nostro Paese – non fa sconti il capo degli industriali dell’Anconetano – I fatti degli ultimi giorni, la dura presa di posizione del sindaco di Jesi che ha il delicato ruolo di completare l’iter burocratico, fanno emergere una realtà paradossale. Atti amministrativi praticamente completati, autorizzazioni ottenute, accordi economici raggiunti, ma nonostante tutto non si riesce a scrivere l’ultima parola su questa vicenda. Anzi l’unica parola sarà quella della morte del progetto». 


Lo scenario
Uno scenario funesto che andrebbe ad ogni costo evitato. Eppure, «Confindustria Ancona si chiede se il futuro dell’economia di questo territorio possa essere condizionato da questo balletto che da mesi gira intorno alla società Interporto senza che nessuno sia riuscito, con i fatti e non con le parole, a risolvere i problemi sollevati e le incomprensioni che a questo punto sembrano poter determinare il fallimento dell’operazione Amazon». Per la serie: Regione, se ci sei, batti un colpo.

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