Amazon, il sindaco di Jesi smonta le dichiarazioni del presidente: «Carpinelli non dice il vero: con la variante urbanistica Interporto è stato protetto»

Il progetto con la realizzazione del centro logistico Amazon nell area Interporto a Jesi
Il progetto con la realizzazione del centro logistico Amazon nell’area Interporto a Jesi
di Maria Teresa Bianciardi
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Giovedì 24 Marzo 2022, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 15:32

ANCONA - Mano a mano che passano i giorni e l’affare Amazon non trova una via d’uscita, attorno a quei 50 ettari dove dovrebbe sorgere il nuovo centro logistico del gigante dell’e-commerce americano cominciano a scoprirsi le carte di una partita delicatissima e difficile da giocare. E sono carte che messe in fila disegnano un percorso ad ostacoli che potrebbe portare ad un nulla di fatto, con un addio alle Marche dal sapore amaro.

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L’ultima pagina dell’intricata storia di Amazon all’Interporto la scrive il sindaco di Jesi Massimo Bacci, dopo le dichiarazioni del presidente Marco Carpinelli, rilasciate al Corriere Adriatico: intanto ha chiesto la convocazione urgente dell’assemblea dei soci di Interporto e nella mail ha allegato anche la proposta delle Norme tecniche di attuazione della variante urbanistica che - una volta approvata dalla giunta municipale - consentirebbe la realizzazione del centro logistico.


Le clausole
Quelle norme e soprattutto gli articoli 15 e 16, consentono al sindaco Bacci di contrastare i timori manifestati di Carpinelli sull’eventualità che Scannel recedesse dall’offerta ad iter avviato: «Il presidente di Interporto o si è espresso male o ad oggi, e la cosa sorprende, dimostra di non aver compreso quanto previsto dalle norme tecniche di attuazione proposte dal Comune, quando asserisce che la variante urbanistica potrebbe far perdere alla società pubblica i diritti edificatori, nel caso in cui l’affare saltasse con la procedura in corso. Per ovviare al problema è stato scritto nero su bianco che non costituisce variante il mancato trasferimento delle superfici tra i vari comparti, con ricollocazione delle aree nei rispettivi comparti di provenienza». 


L’affondo
Tecnicismi che in sostanza consentono a Interporto di tornare in possesso delle proprie aree edificatorie nel caso in cui Scannel non dovesse tenere fede alla compravendita. «Il presidente Carpinelli è a conoscenza di questa clausola, l’abbiamo inviata ai tecnici che seguono la variante anche nei primi giorni del mese». E da allora silenzio. Nessun contatto tra Interporto e Comune, eppure l’operazione è arrivata ad una fase tale che basterebbe un niente per farla andare in porto. Oppure affondare. Ed il sindaco Bacci teme proprio la seconda. «A questo punto invito il presidente di Interporto a mostrare pubblicamente il contratto: per la massima trasparenza e visto che stiamo rischiando di perdere un’opportunità unica. Dia a tutti la possibilità di valutare quelle che sono state le richieste di Interporto rispetto all’operazione avviata, dal momento che lui stesso sottolinea come la parte economica è stata soddisfatta». Dov’è dunque il nodo da sciogliere se i sei milioni di euro sono stati accettati da entrambi i contraenti e la variante urbanistica non mette in condizione Interporto di rischiare il danno erariale? «Il punto è proprio questo - sottolinea Bacci - ed è il motivo per cui abbiamo chiesto la convocazione urgente dell’assemblea dei soci di Interporto. Trovo assurdo che una società pubblica nata per sviluppare l’intermodalità e la logistica nel territorio impieghi dalla presentazione delle variante quasi nove mesi per arrivare ad un accordo con una società che realizza l’investimento più importante del centro Italia. E sarebbe ancora più inverosimile se alla fine quell’accordo salti». Ultimo appello, indirizzato alla Regione. «Mi auguro che il governatore Acquaroli intervenga, visto che l’ente detiene la maggioranza delle quote di Interporto. Mi aspetto che la Regione faccia la sua parte, visto che ha sempre manifestato estremo interesse per l’insediamento di Amazon nelle Marche». 

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