Amazon all’Interporto: «L’accordo economico c’è ma adesso c'è il nodo della variante»

Mercoledì 23 Marzo 2022 di Maria Teresa Bianciardi
Amazon all’Interporto: «L’accordo economico c’è ma adesso c'è il nodo della variante»

ANCONA  - La data inizio lavori è 31 gennaio 2022, committente Scannel Italia, progettista Al Engineering, impresa Techbau Spa. Nell’area recintata attorno all’Interporto di Jesi, camion e ruspe da quasi due mesi scavano e lavorano aspettando che venga formalizzato un affare che in prima battuta vale 6 milioni di euro - il prezzo fissato per la cessione dei diritti edificatori da parte della società interportuale - ma che in seconda battuta significa lo sbarco di Amazon nelle Marche con un polo logistico di oltre 66 metri quadrati.

 

È praticamente tutto pronto: il ministero ha dato il via libera alla Valutazione di impatto ambientale, la Provincia di Ancona due giorni fa si è espressa positivamente per la Valutazione ambientale strategica, la giunta del Comune di Jesi ha la variante urbanistica praticamente in tasca. Basta un cenno e scatta l’approvazione. Ma quel cenno non arriva.


Il 18 febbraio Interporto ha inviato a Scannel, sviluppatore dell’operazione, la richiesta economica per consentire al colosso dell’e-commerce di insediarsi ufficialmente: il 2 marzo ha inviato la bozza del contratto di compravendita e da quel momento è stato il silenzio. Un silenzio assordante, tanto che Interporto il 15 marzo ha inviato a Scannel un sollecito fissando un termine di 14 giorni per definire la questione. In un modo o nell’altro. Il sindaco di Jesi Massimo Bacci anche ieri è intervenuto in prima persona per spingere al traguardo un’operazione che porterà in quell’area almeno mille assunzioni. «Il Comune è in attesa di poter finalmente adottare la variante - ha spiegato il primo cittadino - un provvedimento che potrà essere portato in Giunta solo con il consenso di tutti i soggetti interessati. Mancando solo l’assenso definitivo di Interporto Marche (gli altri proprietari del terreno hanno già dato il via libera, ndr), si ritiene che anche questo passaggio sia di imminente e definitiva conclusione». Ma la situazione è ben diversa da quello che appare all’esterno e l’ingranaggio del futuro polo logistico si è bloccato non per l’indecisione di Interporto, ma per le richieste di Scannel.


Lo spiega con chiarezza il presidente di Interporto Marche, Marco Carpinelli: «Il tema non è economico ma di come dovrebbe essere costruita l’operazione. Scannel non è intenzionata a firmare un contratto di compravendita, quanto a gestire la vicenda mediante una sorta di opzione all’acquisto una volta che la variante urbanistica sarà approvata dal Comune di Jesi». L’ostacolo è proprio qui: «Con la variante urbanistica alla quale i proprietari dei terreni devono dare il proprio assenso, vengono trasferiti i diritti edificatori - sottolinea Carpinelli - quindi se Scannel non dovesse esercitare l’opzione di acquisto Interporto avrebbe fatto trasferire dal Comune di Jesi i diritti edificatori senza avere incassato nulla».

Si cerca la via d’uscita: perché se da una parte Interporto - essendo società pubblica - non può procedere come vorrebbe Scannel, quest’ultima non sembra intenzionata a seguire la strada del contratto di compravendita. Anzi, ha rilanciato con un ultimatum. L’affare potrebbe saltare definitivamente se la famosa variante non verrà approvata entro il 31 maggio. Il presidente Carpinelli allarga le braccia: «Con l’iter burocratico difficile far rispettare quel termine, ma nella bozza del contratto c’è il nostro impegno a dare l’assenso al trasferimento dei diritti edificatori». E per la serie un ostacolo tira l’altro, nel caso in cui la variante si trovasse con l’iter avviato ma non concluso entro la data imposta da Scannel, lo sviluppatore potrebbe sfilarsi dall’impegno «ma il procedimento andrebbe avanti comunque, Interporto perderebbe i diritti edificatori e si profilerebbe un enorme danno erariale». 

 

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