«Adesso fateci lavorare». Scontri a Roma, alla manifestazione di protesta dei ristoratori presenti anche maceratesi

Mercoledì 7 Aprile 2021 di Giulia Sancricca
La manifestazione

MACERATA - La disperazione di chi è costretto a restare chiuso, in balia dei colori decisi sui contagi, è arrivata fino a Montecitorio, riunendo le categorie di ristoranti, bar, palestre e centri sportivi. E non sono mancati momenti di tensione per via di tante persone senza mascherina e per alcuni episodi di violenza (feriti due poliziotti).

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In tanti, anche dalle Marche e dalla provincia di Macerata, sono partiti ieri per portare la propria voce al governo e chiedere di essere ascoltati come lavoratori. A raccontare la giornata, caratterizzata prima da un confronto tra le diverse associazioni presenti e poi da un colloquio con i rappresentanti del governo, è il referente di Mio (Movimento Imprese Ospitalità) Marche, Matteo Ciampechini, titolare di un bar a Morrovalle (Matteo Cafè). 
«È stata una manifestazione organizzata dai nostri rappresentanti nazionali in collaborazione con altre otto associazioni - dice Ciampechini -. Ma in realtà si sono aggiunti altri lavoratori del settore che, seppur non iscritti ai diversi gruppi, hanno voluto essere presenti a Roma per sostenere la categoria e difendere i propri diritti. Siamo arrivati nella capitale con mezzi propri. Il messaggio che abbiamo voluto far passare è molto semplice. Siamo stanchi di essere considerati degli elettrodomestici, come se avessimo un interruttore che il governo può accendere o spegnere in qualsiasi momento. Chiediamo di lavorare, certi che siamo capaci di farlo in sicurezza. Abbiamo i protocolli e li rispetteremo, come abbiamo sempre fatto. Dopo un anno di pandemia siamo ancora in zona rossa e questo dimostra che nel mirino delle chiusure sono finite le categorie sbagliate». 


Dal primo pomeriggio una serie di interventi a cui hanno partecipato i rappresentanti delle varie associazioni, non solo di baristi e ristoratori, ma anche di professionisti che vivono di sport: «Abbiamo fatto sentire la voce dei piccoli imprenditori che stanno morendo a causa della “variante imprese” - ha denunciato Paolo Bianchini, presidente di Mio Italia - . E da domani (oggi ndr), ristoranti, bar, pub e pizzerie apriranno le porte dei loro locali nonostante i divieti. È una questione di sopravvivenza: l’unico vero vaccino alla “variante imprese” è la possibilità di poter lavorare». Al suo fianco il Movimento Io Apro, La Rete delle Partite Iva, Apit Italia, Pin, Associazione Fieristi Italiana e Lo Sport è Salute.

Dopo questi interventi l’incontro con i rappresentanti dello Stato. «A noi interessava essere ricevuti - dice il maceratese Ciampechini -. Per questo possiamo dire di essere soddisfatti, ora continuiamo la nostra battaglia con le aperture contro i divieti. Anche io da domani (oggi ndr) sarò aperto. Sicuramente ci verrà fatto un verbale e noi siamo pronti a scrivere al prefetto». Ciampechini dice la sua sui tafferugli che hanno interessato la manifestazione di ieri: «È andato tutto bene, a parte qualche dissidente che non indossava la mascherina, ma le polemiche sono state subito sedate. In ogni caso mi dissocio da questi comportamenti. Come ha sottolineato anche il nostro presidente». «È però evidente - ha detto Bianchni - che la politica non può girare il capo fingendo di non vedere che in piazza Montecitorio ci sono centinaia di persone disperate di tutta Italia: imprenditori che hanno perso tutto a causa delle chiusure. E ora non hanno più nulla da perdere. Non si doveva arrivare a questo punto».

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