Coltellate per la droga in via Pavese, finisce in cella un tunisino di 18 anni

Giovedì 9 Luglio 2020 di Chiara Marinelli
Le indagini sono state compiute dai carabinieri
CIVITANOVA - Coltellate in un appartamento di via Pavese, arrestato il diciottenne tunisino ritenuto responsabile della violenta aggressione, insieme ad un connazionale, nei confronti di un quarantaduenne marocchino. L’episodio, un grave fatto di sangue che aveva messo in allarme i residenti della zona di San Marone, spettatori loro malgrado di quella scena, era avvenuto lo scorso 6 giugno, un sabato mattina. 

 
Nella tarda serata dell’altro ieri i militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Civitanova hanno eseguito l’ordinanza di misura cautelare, emessa dal Giudice per le indagini preliminari di Macerata, Giovanni Maria Manzoni, nei confronti di Tayari Rami, diciottenne tunisino. Secondo quanto è stato ricostruito dai carabinieri, che hanno seguito il caso, il giovane si è reso responsabile, insieme ad un altro connazionale, minorenne, della violenta aggressione nei confronti di un quarantaduenne marocchino, residente in un appartamento al primo piano in via Cesare Pavese.
Secondo la ricostruzione dei militari dell’Arma, il diciottenne ed un suo amico si erano presentati a casa del marocchino e, poco dopo, sarebbe sorta una violenta e furibonda lite, culminata in mezzo alla strada, sotto gli occhi spaventati dei vicini di casa, e finita a coltellate: c’era sangue ovunque, sulle scale della palazzina e sull’asfalto. La vittima dell’agguato, il quarantaduenne, era stata trasportata d’urgenza all’ospedale regionale di Torrette, ad Ancona, per l’emorragia causata dalle gravi e numerose lesioni da arma da taglio riportate. Ferito anche il diciottenne, che era stato trasferito invece all’ospedale di Civitanova Alta con una grave ferita all’addome. In fuga, poi intercettato e bloccato, il terzo uomo, un minorenne.
Subito dopo l’agguato, erano scattate le indagini, coordinate dalla dottoressa Rosanna Buccini, volte anche a chiarire il contesto entro cui era sorta la furibonda lite finita nel sangue. Questioni riconducibili allo spaccio di sostanze stupefacenti sul territorio civitanovese sarebbero, secondo quanto è emerso dalle indagini, all’origine dell’episodio di sangue. La violenza usata nel colpire con numerosi fendenti la vittima e la pericolosità del soggetto hanno convinto il giudice ad accogliere la richiesta della misura cautelare, chiesta dal procuratore Giovanni Giorgio. 
L’arrestato è  stato, quindi, rinchiuso in carcere, a Montacuto, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria ed in attesa dell’interrogatorio di garanzia, mentre resta al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni la posizione del minorenne che si trovava con lui. Il diciottenne finito in manette è difeso dall’avvocato Michela Romagnoli del foro di Fermo. © RIPRODUZIONE RISERVATA