Francesca Barra a gamba tesa sul monologo a Sanremo di Diletta Leotta: «L'intelligenza non capita»

Giovedì 13 Febbraio 2020 di Simone Pierini
Diletta Leotta, Francesca Barra dura sul monologo a Sanremo: «L'intelligenza non capita»

Diletta LeottaFrancesca Barra dura sul monologo a Sanremo: «L'intelligenza non capita». La giornalista è intervenuta a #CR4 – La Repubblica delle Donne, trasmissione condotta da Piero Chiambretti su Rete4 commentando il monologo "Le bellezza capita" pronunciato da Diletta Leotta sul palco dell'Ariston. 

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L'intervento dell'inviata di Dazn durante il Festival ha fatto molto discutere e Francesca Barra ha detto la sua: «Se il suo monologo non è piaciuto quasi a nessuno, su un punto siamo quasi tutti d’accordo: l’intelligenza non capita», le sue parole. 
«Il focus non è se lei si sia rifatta o no - ha aggiunto - Sono fatti suoi. Se lei ha il coraggio di pubblicare foto provocanti nonostante i commenti che le piovono addosso, avrebbe dovuto far partire il suo monologo da lì, da quella libertà. Quello sarebbe stato credibile da rivendicare». 

Francesca Barra aveva già espresso la sua opinione sul monologo della Leotta con un lungo post su Instagram che vi riproponiamo. «L’ho sempre difesa dagli attacchi e lo sapete - scrisse sul suo profilo lo scorso 5 febbraio - Ma ieri sera non ho apprezzato il presuntuoso monologo di Diletta Leotta: un finto “smascheramento” che ha cercato la complicità del pubblico, senza riscontro. Se vuoi fare tv verità devi dire la verità, abbassare la maschera per davvero. Perché risulti solo retorica se ciò che dici non corrisponde a ciò che sei».
«Perché lei poteva liberarci dall’ipocrisia e raccontare che sì, si può avere paura di invecchiare - si legge ancora - Di non corrispondere ai canoni estetici che sognavamo e di essere libere di ristrutturarsi quando non ti “capita” la bellezza che desideravi per te stessa. Perché ritoccarsi è una libera scelta di buon senso, buon gusto, ma pur sempre una libera scelta. E se l’avesse ammesso sarebbe diventata la paladina di un’altra verità, seppur scomoda. Avrebbe sdoganato un sacrosanto diritto al libero arbitrio sul proprio corpo, manifesto vero di emancipazione. Anche perché la differenza la fa sempre chi indossa un abito, come lo si indossa. Si può essere naturali e volgari allo stesso tempo, infatti».
«Ma se mi dici che le rughe non ti fanno paura non serve, non ti credo e non basta la nonna a renderti credibile - scrisse ancora - Perché se non sei la Magnani e le rughe non le mostri, allora sí, hai paura cara Diletta. E qualcuno te lo doveva suggerire che non c’è niente di male. Il male è nell’inganno e non è estetico. Ma se menti si vede, e non c’è trucco (o trucchetti) che servano. E poi che noia quando ha detto “non ci prendiamo in giro sul palco ci stai se sei bona”, perché fortunatamente esistono innumerevoli qualità e talenti da mostrare. Io ho avuto tante paure di - concluse la Barra - ingrassare, invecchiare. Ma sono quelle paure, superate a modo mio, che mi rendono unica». 

Ultimo aggiornamento: 13:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA