Amedeo Goria, Michela Morellato a Domenica Live: «Per me molestie, per lui era un flirt»

Domenica 22 Novembre 2020 di Valeria Arnaldi
Michela Morellato

Barbara D’Urso, a Domenica Live, torna a occuparsi del caso di Amedeo Goria, nel 2005 accusato di molestie, e dopo aver ospitato Goria, ora si collega con Michela Morellato, la donna che lo ha accusato, che racconta la storia, in video collegamento dall’America, dove vive.

 

Il confronto non è semplice. Dopo un servizio che ricostruisce la storia, Michela inizia, sottolineando di essere stanca dell’immagine che viene data di lei, con le foto scelte per rappresentarla: «Mi piacerebbe qualche volta vedere dei video non solo provocanti non sono solo quello, ho dei bambini e una famiglia, sono stanca di essere ripresa dopo 15 anni sempre nello stesso modo». La conduttrice difende i suoi giornalisti, perché le foto erano in Rete. Michela insiste un po’, poi passa oltre, per entrare nel vivo della questione molestie.

Barbara D’Urso si richiama all’accordo di riservatezza firmato dalla donna in sede di risarcimento.

«Anche lui doveva mantenere il contratto», commenta Michela Morellato, «Sono stata risarcita. Al tempo mi avevano detto che ci sarebbero voluti almeno dieci anni di causa penale, io non ce la facevo più dopo le offese su blog e siti, sono stata malissimo».

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 E ancora: «Io ho la registrazione con le sue scuse e la sua confessione», dice Michela, parlando delle parole di Goria. «Quattro settimane fa ho trovato un nuovo articolo in cui Goria diceva che la storia del 2005 era stata orchestrata. In poche parole diceva che cono una bugiarda che ho detto delle menzogne, non ho capito perché doveva tirare fuori questa storia. Io ho la mia vita, la mia famiglia, guarda anche il Grande Fratello, sono felice per la sua famiglia, pensavo fosse finita, da qui a usarmi per passare da vittima però …. e l’imbarazzo poi di andare a dire davanti a tutta Italia che abbiamo avuto effusioni amorose. Io avevo 18 anni, lui 51. Non è neanche il mio tipo, perché?».

Michela contesta il racconto di Goria, sottolineando l’esistenza di una cassetta, in cui lui chiede scusa.

Barbara D’Urso vuole conoscere i dettagli di quella serata, vuole sapere cosa intende Michela per “violenza sessuale”, specificando che significa essere state costrette con la forza.

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«Io ho avuto delle mani in luoghi dove non avevo piacere di ricevere le mani. Non sto parlando di un mostro, sto parlando di un uomo cui piacevano le donne. Mi è stato presentato da un’agenzia, che mi ha detto che lui cercava delle ragazze per il Giro d’Italia. Io ero felicissimo, ti pare che mi aspetto una cosa del genere? Sono riuscita in un modo gentile, senza offenderlo, senza dargli una sberla, secondo me è una cosa generazionale, secondo me lui da uomo d’altri tempi pensa che si astato un flirt, per me non è stato così. Io sono andata al pc di mio padre, ho scritto subito a “Le Iene” perché mi servano le prove», spiega la giovane, che parla anche di «violenza mentale» e di «ricatto».

«Il ricatto è che se tu fai quello che ti dico sei la mia femme fatale, altrimenti non ti aiuto, anzi ti metto i bastoni tra le ruote», dice Michela. «Grazie a questa cosa, sono venuta in America, ho aperto una fondazione per difendere uomini e donne dagli abusi di ogni tipo».

Barbara D’Urso ricorda che Goria  è stato assolto.

«Perché io ho ritirato le denunce, volevo chiudere queste storie. Sono una mamma, ho dei figli. Saluti Goria. Potevamo andare avanti con le nostre vite, senza questo».

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Ultimo aggiornamento: 18:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA