L'abbraccio della sorellina al funerale di Jennifer, morta nell'incendio in casa 11 mesi fa. La mamma accusata di omicidio

Domenica 29 Novembre 2020 di Pierpaolo Pierleoni
La sorellina e il babbo della piccola Jennifer durante il rito funebre

FERMO - Si riabbracciano davanti alla bara bianca di Jennifer Francesca Krasniqi, il papà Ali e la figlia minore. Per loro è il primo incontro faccia a faccia, dopo un distacco che dura da quasi undici mesi. Un anno distanti, dopo quella notte di gennaio nella loro abitazione di Servigliano, quando la vita di Jennifer si è interrotta, a soli 6 anni,

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soffocata e uccisa, secondo l’accusa, dalla mamma Pavlina, che si trova ora in struttura psichiatrica fuori regione. Ieri, 325 giorno dopo la morte, i funerali della bambina, al cimitero di Fermo.


La cerimonia
Una cerimonia con rito islamico, officiata da Mohamed El Fanni, responsabile del Centro islamico del Piceno e da Abdellah Labdidi. La sorella minore di Jennifer, 5 anni, arriva, in mano un palloncino bianco, accompagnata da un’educatrice della struttura protetta di cui è ospite e dal tenente colonnello Gianluigi Di Pilato, comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Fermo. L’incontro col padre Ali all’ingresso del cimitero. Un lungo abbraccio, poi insieme, dietro al feretro, fino al punto indicato per la sepoltura. Presenti anche il sindaco di Servigliano, Marco Rotoni, e l’avvocato che assiste Krasniqi, Maria Cristina Ascenzo. La bimba deposita alcuni disegni dedicati alla sorella maggiore, il padre si inginocchia per alcuni minuti di raccoglimento, le mani sulla bara. El Fanni parla di «momento di profondo dolore: Jennifer ci ha lasciato molto presto. Ora il corpo può finalmente ricongiungersi con la sua anima. Lei sta giocando nei giardini del paradiso ed oggi ci chiede di non dimenticarla, di dedicarle una preghiera e di restare uniti in questo periodo così difficile, con una malattia che ha coinvolto tutta l’umanità. Non c’è bisogno di parlare tanto, ma di riflettere molto». L’imam Labdidi rimarca il valore della fratellanza, al di là del credo religioso. «Oggi siamo tutti insieme, ciascuno con la sua fede, in preghiera per Jennifer e per superare questo momento così delicato. Vivo qui da 27 anni e il Fermano è un modello di pace e integrazione. Qui da anni si coltiva il frutto della collaborazione e del rispetto reciproco. Un frutto che ha trovato un terreno fertile». Al termine del rito, il via alla sepoltura ed il palloncino bianco che vola in alto. Per il sindaco di Servigliano, Marco Rotoni, «questa giornata a lungo attesa ricompone una famiglia che ha vissuto momenti drammatici. La nostra comunità c’è stata e cercherà di contribuire a creare le condizioni affinché questo padre ritrovi un equilibrio ed una serenità insieme alla figlia».


La gratitudine
Dall’avvocato Ascenzo un messaggio di gratitudine «al sindaco e a tutta la comunità di Servigliano che con la sua solidarietà, raccogliendo fondi per la famiglia, ha permesso lo svolgimento del funerale. Ho provato una forte commozione vedendo Ali riabbracciare sua figlia dopo 11 mesi senza vedersi. È stato un momento molto intenso, sembrava che non si fossero mai lasciati, come se nulla fosse accaduto». Ora Jennifer può riposare.

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