«Addio Giorgio Iachini, uomo speciale». Prima della funzione una dipendente legge una sua lettera: «Non dovete piangere»

Martedì 19 Ottobre 2021 di Sonia Amaolo
«Addio Giorgio Iachini, uomo speciale». Prima della funzione una dipendente legge una sua lettera: «Non dovete piangere»

PORTO SANT’ELPIDIO -  Una vita a suo modo eccezionale si è conclusa con un addio eccezionale. Così è stato l’ultimo saluto a Giorgio Iachini ieri nella chiesa della Santissima Annunziata. A quest’eccezionalità hanno contribuito più elementi. Le campane hanno suonato a festa alla fine della messa e, all’inizio, la prima parola è stata quella di Giorgio Iachini. Una dipendente ha letto una sua lettera, che aveva scritto in vita, per dire a tutti che nel giorno del suo funerale nessuno avrebbe dovuto piangere. Niente facce tristi.

 

Così l’imprenditore deceduto a 82 anni dopo una brutta caduta dalle scale è riuscito a strappare un sorriso in una giornata triste. Nella lettera ha fatto l’elogio di tutti: della famiglia, degli amici, delle sue amatissime spose (il suo calzaturificio è specializzato in calzature da sposa). Ha parlato dei bersaglieri, dei ciclisti, dei collaboratori vecchi e nuovi. Ci ha messo dentro il mondo in quest’abbondanza d’umanità. «Faccio il parroco a Porto Sant’Elpidio da 14 anni e non mi era mai capitato che qualcuno parlasse prima di me, Giorgio ci è riuscito - dice don Tony Venturiello e stempera - è un uomo che ha fatto della sua vita un capolavoro».

C’è stata la gara a raccontare Giorgio, a interpretare quest’esempio di vivacità, voglia di fare, determinazione, capacità di raggiungere gli obbiettivi. Un altruista che si è dedicato totalmente agli altri, anche attraverso il lavoro. Guido Gennaro, Cna pensionati, ha ricordato il viaggio a Roma con Giorgio, quella volta che erano andati a consegnare le scarpe a Papa Francesco. Il direttore generale Cna Alessandro Migliore ha evidenziato la persona vulcanica e lungimirante che era. La scuola della Sacra Famiglia ha rimarcato che Giorgio, per la festa di San Crispino, andava a mostrare ai bambini com’è il mestiere del calzolaio. La figlia Gioia ha tratteggiato il profilo di un padre impareggiabile. Vivace, curioso. «Hai sempre ragionato in un’ottica di bene comune» ha evidenziato la figlia «ci hai insegnato che bisogna essere uniti».

Tanti sono stati i momenti commoventi nella cerimonia molto partecipata. Era presente anche il presidente della Camera di Commercio Marche Gino Sabatini. I nipotini hanno voluto posare ciascuno una rosa bianca sulla tomba del nonno, Pasquale De Angelis ha cantato un’Ave Maria in latino da brividi. Con la preghiera del bersagliere e il Silenzio la specialità dell’Arma di fanteria ha salutato un uomo speciale appartenente a un corpo speciale.

 

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