Porto Sant'Elpidio esce da Marca Fermana: «Poca promozione e costi troppo alti»

Porto Sant'Elpidio esce da Marca Fermana: «Poca promozione e costi troppo alti» (Nella foto: il Comune e l'assessore Emanuela Ferracuti)
Porto Sant'Elpidio esce da Marca Fermana: «Poca promozione e costi troppo alti» (Nella foto: il Comune e l'assessore Emanuela Ferracuti)
di Sonia Amaolo
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Venerdì 2 Dicembre 2022, 03:25 - Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 21:07

PORTO SANT'ELPIDIO - Porto Sant’Elpidio esce da Marca Fermana con la contrarietà di Milena Sebastiani. La decisione presa l’altra sera in Consiglio -  approvata con i pareri contrari dei civici Pierpaolo Lattanzi e Monica Genovese, di Moira Vallati del M5S e appunto l’astensione della presidente del Consiglio Sebastiani - ha sancito l’uscita dall’associazione dei Comuni fermani presieduta dal sindaco di Belmonte Piceno Ivano Bascioni, vicepresidente Daniele Gatti, di cui fanno parte Provincia, Cna, Confcommercio e Pro Loco.


I motivi


L’assessore al Turismo Emanuela Ferracuti chiarisce il motivo: Marca Fermana non ha fatto niente e chiede il doppio e mezzo della quota di adesione. A Porto Sant’Elpidio verrebbe a costare 2.500 euro all’anno, non più mille. Non è messa in discussione la persona del presidente, ma Bascioni ha deluso. «Negli ultimi due anni l’associazione ha perseguito poco le finalità per le quali si è costituita – dice Ferracuti –: l’attività di promozione turistica non si è svolta. Venendo meno la funzione per cui l’associazione si è costituita, viene meno l’opportunità di farne parte. Nelle ultime assemblee gli unici argomenti trattati hanno riguardato il dissesto dell’associazione che nel 2021 ha chiuso con un disavanzo di 21mila euro, oggi arrivato a 40mila euro. Costi della sola gestione amministrativa, per due dipendenti, perché promozione turistica non c’è stata. Agli ultimi incontri si è parlato solo di aumentare le quote associative».

Annalinda Pasquali, capogruppo del Pd, rimarca che non è in discussione la persona del sindaco di Belmonte: «Ha avuto condizioni sfavorevoli, la sua gestione è coincisa con la pandemia, non si deve pensare che la gestione sia stata del tutto fallimentare. Marca Fermana nacque nel 2008 come rete dei Comuni e l’idea era ottima, dovremmo interrogarci sul perché non abbia funzionato, ci auguriamo di rientrare in un progetto che coinvolga tutti i Comuni». Per FdI, il capogruppo Giorgio Marcotulli sottolinea la necessità di fare squadra e Andrea Balestrieri ricorda la Consulta del turismo che non ha avuto seguito, ma il parere dirompente è dell’ex assessore al Turismo e presidente del Consiglio: «Non mi sento di applaudire la scelta e la mia maggioranza lo sa – spiega Sebastiani –: siamo l’unico Comune a uscire e non capisco perché non ci sia stato un confronto con gli altri enti, almeno i più grandi come Fermo e Porto San Giorgio. Mi sembra un abbandono della nave quando è in difficoltà. C’è stata l’opportunità di indicare nomi diversi da quello di un sindaco di un piccolo Comune e non è stato fatto. Bisogna fare le proposte quando si fa parte di un’associazione».


La replica


Un parere forte, richiede l’intervento del sindaco. «La decisione nulla ha a che fare con il profilo del presidente – rimarca Nazareno Franchellucci - ma una valutazione sul declino di enti di secondo livello va fatta. Enti che non sono riusciti a dare un imprinting a queste associazioni». Il riferimento è alla Provincia. Franchellucci ricorda che Porto Sant’Elpidio è stato anche il primo Comune a uscire dal Cosif, poi a ruota gli altri hanno fatto lo stesso. Non si augura questo a Marca Fermana ma «l’ente di secondo livello non dà frutti – afferma – tanto che, a gran voce si chiede il ritorno della Provincia come era in passato. Il ruolo dei Comuni non è di far parte di associazioni e versare quote ma è quello di collaborare con realtà omogenee, privati, di associarsi ad attività ricettive e similari per perseguire gli stessi obiettivi da portare avanti in un sistema di rete».

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