Seminò il panico in strada con una roncola: nigeriano a giudizio abbreviato per tentato omicidio

Venerdì 18 Settembre 2020 di Laura Meda
Seminò il panico in strada con una roncola: nigeriano a giudizio abbreviato per tentato omicidio

FERMO - Giudizio abbreviato e sentenza attesa per il primo ottobre. Queste le risultanze dell’udienza di ieri a Fermo nei confronti di Osagie Halvebhose, il 39enne nigeriano, senza fissa dimora che, lo scorso tre ottobre intorno alle 13, aveva seminato il panico nella città di Fermo, aggirandosi in strada con in mano una roncola di 36 centimetri. Il nigeriano aveva minacciato automobilisti e studenti in uscita da scuola in viale Trento, prima di far perdere le proprie tracce tra le campagne, per essere poi individuato, ore dopo, dagli uomini della questura di Fermo nella zona di Lido. 

Un arresto difficile, a cui Halvebhose aveva opposto una strenua resistenza, sferrando la roncola e ferendo, in modo non grave, due agenti. Colto in flagranza di reato, nei suoi confronti era stato disposto il giudizio immediato. Dopo due rinvii, a causa anche dell’emergenza covid, ieri ha avuto luogo la prima udienza davanti alla giudice Teresina Pepe. Tentato omicidio aggravato, resistenza a pubblico ufficiale aggravata dall’uso delle armi, lesioni personali, ricettazione, per il furto della roncola, e porto abusivo di armi.
 
I capi di accusa
Questi i capi di accusa avanzati dalla procura nei suoi confronti. Accuse pesanti secondo il difensore del nigeriano, l’avvocato Simone Matraxia, perlomeno per quanto concerne il tentato omicidio. «Una contestazione infondata – spiega il legale – che speriamo di far venire meno nel corso del processo». Penalizzante, secondo la difesa, la scelta di non concedere l’abbreviato condizionato. «Sarebbe stato importante indagare l’aspetto psichiatrico del mio assistito – continua Matraxia – abbiamo chiesto un rito condizionato a perizia psichiatrica, producendo idonea documentazione, ma la giudice non l’ha accordato, dunque abbiamo avanzato richiesta di abbreviato secco».
La discussione
Appuntamento dunque al primo ottobre per la sentenza con rito abbreviato, rito che prevede, in caso di condanna, uno sconto di pena pari a un terzo di quella prevista. Halvebhose intanto resta in carcere ad Ancona. «Il mio assistito è pentito, ha compreso la vicenda e la gravità del suo gesto» conclude il legale che, ribadendo l’infondatezza dell’accusa di tentato omicidio, confida «per gli altri capi di accusa, commessi in flagranza, in un trattamento sanzionatorio proporzionato al caso concreto».

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