Liceo classico Caro arriva la bocciatura: «Manca la sicurezza». Una telenovela infinita

Mercoledì 1 Settembre 2021 di Francesca Pasquali
Liceo classico Caro arriva la bocciatura: «Manca la sicurezza»

FERMO  - «Il tempo è scaduto. Chi può allontanare gli studenti lo faccia in fretta». L’appello è del Comitato scuole sicure di Fermo che, a due settimane dal ritorno in classe, chiede una nuova sede per il Liceo classico “Caro”. La questione si trascina da cinque anni. Da quando il terremoto ha danneggiato una parte di palazzo Euffreducci, sede della scuola.

 

Tra cantieri, traslochi nel vicino palazzo Sacconi e doppi turni, gli studenti sono sempre rimasti in centro, nonostante le ripetute richieste di trasferirli altrove del comitato. Che, adesso, torna alla carica. Forte della consulenza tecnica dell’ingegnere Sauro Del Monte, incaricato dalla pm Francesca Perlini di valutare la sicurezza dell’edificio, e di una data: il 24 agosto 2021. 

Giorno in cui «sono scaduti i cinque anni per la verifica sismica dell’intero aggregato, che comprende anche il complesso San Martino», vincolo imposto dalla perizia per continuare a usare la struttura, dove, a metà settembre, cominceranno i lavori al tetto e cinque classi saranno spostate al Fermo Forum. Il dito del comitato è puntato contro il Comune di Fermo, proprietario dell’immobile di via Leopardi e dell’attiguo auditorium, che, «aveva il compito di effettuare questo studio e di provvedere al miglioramento sismico dell’intero aggregato. Invece, inspiegabilmente, l’auditorium, le cui opere di messa in sicurezza determinano un comportamento differente dello stesso in ambito sismico, rendendone incerto e assolutamente imprevedibile il comportamento parziale sul complesso del liceo, resta interdetto al pubblico, mentre la scuola è normalmente aperta». 

A preoccupare il comitato è anche l’indice di vulnerabilità sismica dell’edificio, calcolato a maggio 2018 e «risultato di poco superiore al minimo», con «un rapporto del 64,40% tra la capacità di reazione sismica effettiva della struttura e la richiesta dalla norma per gli edifici analoghi di nuova costruzione a fronte del 60% minimo previsto». Finanziato nel 2017, del nuovo liceo Caro non è ancora stato messo neppure un mattone. «Non possiamo più contare solo sulla fortunata assenza di nuove scosse – chiosa il comitato di genitori e insegnanti –, chi può allontanare gli studenti da questo immobile lo faccia subito»

Ma le grane non riguardano solo gli edifici. Sul fronte Green pass, la giornata di ieri ha prodotto poco o niente. La conferenza dei servizi ha confermato, da oggi, l’obbligo della certificazione per il personale scolastico (la piattaforma dovrebbe partire il 13 settembre). Sempre ieri, il Garante per la privacy ha dato il nullaosta alle scuole per usarla. Nel Fermano, sono diversi gli insegnanti che non ci stanno. E hanno messo la questione in mano agli avvocati. Fatto sta che chi, da oggi, si presenterà senza Green pass o tampone negativo fatto nelle ultime 48 ore, a scuola non potrà entrare. L’assenza sarà considerata ingiustificata e, al quinto giorno, scatteranno le sanzioni: rapporto di lavoro e stipendio interrotti. 


I sindacati non si sbilanciano. Parlano di «caos totale» e di «campo minato». Per loro, il Green pass è solo «una scusa per evitare interventi veramente incisivi per il mondo della scuola». Venerdì mattina, in Prefettura, ci sarà il tavolo per organizzare i trasporti, con la Steat e gli uffici scolastici provinciale e regionale. L’obiettivo è partire e proseguire il più possibile con le lezioni in presenza. Anche se i contagi, nel Fermano, continuano a salire. Ieri i nuovi casi erano 13. Dopo quasi due mesi, all’ospedale Murri è stata riaperta la Rianimazione Covid, con un paziente ricoverato.

 

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