Più letti e ricoveri fast: e ora su Emodinamica scatta l’accordo in rete

Giovedì 23 Giugno 2022 di Francesca Pasquali
Più letti e ricoveri fast: e ora su Emodinamica scatta l accordo in rete

FERMO  - Aumentano le possibilità di sopravvivere all’infarto per i pazienti del Fermano, che, tra pochi giorni, potranno accedere all’Emodinamica al pari di quelli ascolani e maceratesi. Lo stabilisce il Percorso terapeutico socioassistenziale per le reti Ima (Infarto miocardico acuto), che sarà sottoscritto la prossima settimana tra le Aree vaste 3 (Macerata), 4 (Fermo) e 5 (Ascoli).

 

 

«Tutti i pazienti avranno accesso diretto all’Emodinamica sia tramite 118 sia dal pronto soccorso», ha spiegato Elisa Draghi. Anconetana, 44 anni, la nuova direttrice medica ospedaliera del Murri è entrata in servizio il 1° giugno, «sperando di poter apportare i migliori contributi alla sanità fermana». Ieri mattina, nella presentazione ufficiale, ha subito chiarito le sue priorità: liberare posti letto dal pronto soccorso, accelerando i ricoveri in reparto, e tessere – lei che arriva dell’Av 3 – relazioni con le altre Aree vaste, attraverso le reti cliniche. Per il Fermano, quella dell’Emodinamica è particolarmente importante, visto il Murri ne è sprovvisto. Con il patto che sta per essere siglato, i fermani infartuati, «a seconda del territorio di riferimento», saranno trasportati negli ospedali di Ascoli o Macerata.


«Il progetto – ha aggiunto Draghi – è supportato dall’introduzione di nuovi elettrocardiografi che permettono ad Ascoli e Macerata di trasmettere l’elettrocardiogramma in tutti i mezzi medicalizzati e infermieristici del Fermano». Una figura di raccordo, quella della Dmo, che gestisce le attività di pulizia e sanificazione dell’ospedale, definisce i protocolli, coordina il Comitato infezioni, supporta i dietologi nell’elaborazione dei menù, rilascia le cartelle cliniche e molto altro. Durante la pandemia, suo è stato anche il compito di separare i percorsi “sporchi” e “puliti” in ospedale. Dopo il pensionamento di Fiorenza Padovani, l’incarico è stato ricoperto, prima, da Luca Polci, poi, da Fabrizio Santillo. Ai due facenti funzione è andato il «grazie» del direttore dell’Av 4, Roberto Grinta, per «aver condotto in maniera egregia la direzione medica dell’ospedale, dando il loro contributo con la massima serietà e professionalità».

Dopo un incarico al Distretto e al Dipartimento di prevenzione dell’Av 4, Draghi ha lavorato nella Direzione medica di presidio dell’Av 3, occupandosi di reti cliniche e percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali. Era referente sanitaria a Macerata quando c’è stato il terremoto del 2016 e ha fatto parte del Coordinamento regionale posti letto Covid. E, proprio in tema Covid, domani si riunirà il gruppo Piano pandemico dell’Av 4, «per renderci conto dei nostri limiti e delle nostre potenzialità». Che, tradotto, significa «capire quanto siamo in grado di intervenire per un’eventuale risposta pandemica, Covid e non solo, cercando di garantire il percorso migliore».

A dare una mano, presto arriveranno dieci nuovi letti di Terapia semintensiva e otto ordinari che «aiuteranno a spostare Medicina in un reparto più confortevole e agevole e a risparmiare risorse». Dopo l’estate, invece, dovrebbe essere aperta la nuova sala gessi, vicino al pronto soccorso. Prossimo alla riapertura anche l’Obi (Osservazione breve intensiva). Per farlo funzionare, però, serve «qualche infermiere». Ieri pomeriggio, l’Av4 ha firmato il budget per l’anno in corso. Oggi dovrebbero partire le chiamate.

 

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