Quel silenzio truffaldino dell avvocato Pinco Pallo

Quel silenzio truffaldino dell’avvocato Pinco Pallo

di Giovanni Guidi Buffarini
3 Minuti di Lettura
Venerdì 24 Novembre 2023, 01:55

Una paginata, sul Corriere Adriatico di mercoledì, col riepilogo delle truffe in cui noi marchigiani siam cascati nel 2022. Numeri non trascurabili. Oltre 8.000 si son fatti infinocchiare via sms, via e-mail, via telefonata. Non pensando, potresti pensare che a restare impigliati nella truffaldina rete siano stati quasi esclusivamente vecchietti poco avvezzi alla tecnologia. Macché: il 32% delle vittime stanno sotto i 40 anni, un altro 33% sotto i 64 anni. Il punto è che, bombardati di informazioni, esaltati dalla velocità di reazione dei nostri dispositivi tecnologici, delle nostre protesi tecnologiche, spesso non leggiamo con attenzione, non ascoltiamo con attenzione. Andiamo veloci, andiamo un po’ alla cieca.

Leggere bene, ascoltare bene non son cose che sappiamo fare alla velocità di un’intelligenza artificiale, anche di una intelligenza artificiale scadente, di quelle che le altre intelligenze artificiali sfottono (è così di sicuro: bullismo fra le Ai). Prendersi il proprio tempo per decifrare bene i messaggi è l’unica strategia possibile per far meno pirlate, ché i truffatori saranno pure attivissimi, e più lo saranno in futuro, ma fiutar la sòla, se ti prendi il tuo tempo, se dai tempo alle tue cellule grigie di mettersi in moto, non è certo impossibile. In molti casi è proprio facile, la più parte dei truffatori son mica degli Einstein. Conservo gelosamente questo messaggio ricevuto qualche mese fa. Dice così. «Ciao, il tuo pacco è stato consegnato al punto di consegna. Vedi dove puoi ritirare il tuo pacco qui». A seguire, il link su cui ero invitato a cliccare. (Avevo davvero un pacco in arrivo in quei giorni, acquisto effettuato presso venditore notissimo et serissimo). Leggiamo bene. Punto primo. Ciao, caro venditor farlocco, lo dici a tua sorella. Punto secondo. Mi comunichi che il mio pacco è al punto di consegna. Benissimo. Il punto di consegna l’ho indicato io al momento dell’ordine. Non lo devo “scoprire” ora cliccando sul tuo link. Sorry, ritenta e sarai più fortunato.

Più insidioso un whattsapp apparentemente inviato dalla mia banca. Mi informava d’un bonifico sospetto effettuato dal mio conto corrente. Connettendomi a un link ben evidenziato avrei potuto controllare ed eventualmente annullare quello strano bonifico. Se proprio, avrebbe telefonato il mio gestore. Mi sono tolto lo sfizio di controllare: non certo tramite link ma collegandomi al mio Internet Banking. Del bonifico sospetto, strano eh?, nessuna traccia. Sempre via Whattsapp, l’estate scorsa mo ha contattato la polizia. Stava proprio scritto: “Polizia”. Mi secca aver eliminato il messaggio, era esilarante. Più o meno, e sia lecito romanzare un po’: «Sappiamo che fai delle maialate incredibili indicibili (infatti non erano specificate, nda) su Internet. Non provare a negare, abbiamo le prove, certe foto che mamma mia, sono sconvolto. A giorni, ma pochissimi eh, anzi fra poche ore, ti arresteremo. A meno che non ti colleghi a questo link e troviamo un accordo». La Polizia che ventila accordi? Che, fuori dai denti, ricatta? Chissà perché, non mi è sembrato un messaggio credibile. A proposito di presunte malefatte perpetrate dal sottoscritto. Squilla il telefono, risponde mia madre. «Sono l’avvocato Pinco Pallo. Suo figlio ha causato un grave incidente. Per evitare l’arresto (ma perché tutta ‘sta gente vuole arrestarmi?, nda) deve pagare sull’unghia la somma x». Mia madre, serafica: «Mio figlio è qui, glielo passo». Prima di riagganciare mi son goduto 30 secondi buoni di truffaldino silenzio fra l’imbarazzato e lo sconsolato. (E se non fossi stato lì? Beh, una siffatta richiesta di denaro non sta in piedi, lo sappiamo tutti, no? Basta contare fino a dieci, e il panico se ne va, la lucidità ritorna). Leggere bene, ascoltare bene, prendersi il tempo che serve a elaborare le informazioni ricevute. E potrei andare avanti con la casistica, gli ammonimenti. Però consultando un attimo Facebook mi è comparsa la faccia di Alessia Marcuzzi (la quale non ne sa niente, al pari di varie altre celebrità coinvolte, nda) che mi invita a fare come lei e a investire in merdcoin. Son proprio tentato di cliccare e fornire tutti i dati personali richiesti. Così divento ricco. O forse no?
*Opinionista
e critico cinematografico

© RIPRODUZIONE RISERVATA