La platea di un cinema

Il vero nemico del cinema è il divano ma c’è speranza

di Giovanni Guidi Buffarini
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Venerdì 27 Agosto 2021, 01:35

Dopo aver dato la parola mercoledì e giovedì, ad alcuni gestori, aver registrato i loro timori e le speranze, la volontà di resistere alle difficoltà presenti o l’impossibilità di resistere, proviamo a tirare le fila del discorso. Quale futuro per il cinema sul grande schermo? Che il settore fosse in crisi da diversi anni, lo abbiamo scritto tutti, sulla base dei dati ma erano più che sufficienti le esperienze personali. Troppe proiezioni ricordo in platea io e basta, o condivise con quattro gatti. La pandemia si è abbattuta su un sistema che già faticava a reggersi in piedi. E ha solo accelerato il processo in atto dell’affermazione delle piattaforme con il conseguente cambio di abitudini degli spettatori. Perché uscire di casa se sul computer e sulla smart tv hai più film e più serie di quante riuscirai a vedere? Un cinefilo vecchia scuola (vecchio e basta?) sa indicare mille buone ragioni per schiodare dal divano, ma temiamo che una parte non irrilevante del pubblico consideri la domanda retorica, la scelta del divano scontata.

Disney Plus, lanciata in Nord America nel novembre del 2019 e in molti Paesi europei Italia inclusa nel marzo 2020, vanta 116 milioni di abbonati, Netflix ha superato di slancio i 200 milioni. Numeri impressionanti e in continua crescita sostenuta. Le piattaforme son diventate delle potenze mentre i cinema provano a ripartire dopo diciotto mesi di chiusura forzata o di singhiozzante apertura in carenza di prodotto, di titoli di forte richiamo. Sotto questo aspetto, la stagione appena iniziata non dovrebbe presentare problemi. Sono annunciati entro Natale i nuovi Moretti, Sorrentino, Martone, il fantascientifico “Dune” e “Cry Macho” di Clint e “West Side Story” secondo Spielberg, l’ennesimo Bond “No Time to Die” e “La famiglia Addams 2”, e un bel po’ di italiche commedie (Cortellesi e Albanese hanno debuttato ieri con il sequel di “Come un gatto in tangenziale”) e di action movie e cartoon e horror americani, e film da festival, ultima e discussa Palma d’oro inclusa, “Titane”. Son saltati, brutto segno, “After 3” e “Hotel Transylvania 4”, dirottati sulle piattaforme bypassando il grande schermo, le norme vigenti consentendolo (alla normativa sarebbe il caso di rimettere mano, caro ministro Franceschini). Già disponibili “Fast & Furious 9” e “The Suicide Squad” e “Me contro te 2”, dunque possiamo ragionare sui primi dati del box-office, per quanto influenzati dal Green pass e dal contingentamento posti (obbligatorio ancora per molto? Nei mesi freddi sarebbe un handicap assai pesante). Il botteghino sta premiando “Me contro te 2” (i bambini trascinano ancora i genitori al cinema) e invece i risultati della coppia di blockbuster sono meno brillanti e di più difficile lettura: unica causa l’alto numero di ragazzi ancora non vaccinati e perciò sprovvisti di lasciapassare? Ai nastri della ripartenza vedo meglio piazzati i monosala.

Proprio i cinema di cui fino a ieri si paventava l’estinzione. I monosala sopravvissuti alla falcidia degli anni Zero possono contare sui cinefili vecchio stile (o vecchi e basta) di cui si diceva. E sono riusciti - alcuni almeno, gli altri si sveglino, è la strada per non soccombere - a creare delle piccole, talvolta neanche tanto piccole, comunità. Tramite una programmazione di qualità e la cura dei rapporti con la clientela, anche via social. Vai in un certo cinema e sai che il film ti piacerà di più o di meno ma non ti sentirai raggirato, e inoltre incontrerai i compagni di mille proiezioni e saranno conversazioni piacevoli.

Certi cinema sono una seconda casa, una seconda famiglia. Per i Multiplex creare una comunità è più difficile, ma son comunque luoghi di socializzazione frequentati per lo più dai ragazzi, che di tornare a socializzare hanno necessità assoluta. Il punto è: dopo diciotto mesi di Netflix quanti ragazzi saranno ancora sensibili allo schermo gigante? E lo riterranno indispensabile solo per i blockbuster supereroici con i megabotti digitali o anche per una commedia romantica, un thriller a medio budget? È il grande interrogativo. I mesi a venire forniranno la risposta. I mesi a venire diranno quanto spazio è rimasto per le sale cinematografiche, per lo schermo gigante.

Opinionista e critico cinematografico

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