Cashback, in arrivo la stretta sul trucco dei mini-pagamenti. Presto il nuovo algoritmo anti-furbetti

Giovedì 11 Febbraio 2021 di Francesco Bisozzi
Cashback, in arrivo la stretta sul trucco dei mini-pagamenti. Presto il nuovo algoritmo anti-furbetti

In arrivo una stretta contro i furbetti del cashback. Quelli che hanno frazionato i pagamenti per scalare più rapidamente la classifica dei maggiori utilizzatori di carte e bancomat, così da conquistare un posto tra i centomila fortunati che a luglio intascheranno il cosiddetto super cashback da 1500 euro, adesso rischiano di venire esclusi dalla corsa. I controlli anti-furbetti sono partiti dopo che al ministero dell’Economia sono arrivate le prime segnalazioni da parte dei commercianti: PagoPa, la società in house di Palazzo Chigi che gestisce l’app Io, principale porta d’accesso al cashback, sta individuando chi ha compiuto nello stesso negozio pagamenti ravvicinati da pochi centesimi l’uno con intenti fraudolenti.

La Federazione italiana gestori impianti stradali di carburanti (Confcommercio) fa sapere che sono allo studio nuovi paletti. Per ora tutte le transazioni vengono conteggiate dal sistema, a prescindere dall’importo, mentre in futuro potrebbe essere fissato un limite al numero di micro-pagamenti validi ai fini del cashback che sarà possibile effettuare nell’arco di un giorno nello stesso negozio. Il tetto interesserà con ogni probabilità le transazioni d’importo sotto un euro.

GLI IMPIANTI

A sollevare la questione sono stati i gestori delle stazioni di benzina. In queste settimane i furbetti del cashback hanno preso d’assalto gli impianti di carburante self service e approfittato dell’assenza di personale per fare il pieno di benzina a colpi di micro-transazioni, così da salire nella classifica dei pagamenti cashless realizzati. In provincia di Treviso, per fare un esempio, il titolare di un impianto ha trovato una mattina il proprio registratore di cassa senza carta e circa 150 scontrini fatti, tra le 8 e le 10 della sera precedente, per un importo di spesa di soli 50 euro in totale: la maggior parte delle transazioni era di 30, 50 e 70 centesimi. Ma c’è anche chi ha diviso un rifornimento da 6,5 euro in 62 pagamenti bancomat, eseguiti in meno di un’ora. L’attuale regolamento del cashback non vieta questo tipo di pratica. L’assenza di norme precise contro i furbetti del cashback comporta tuttavia un prezzo da pagare per gli esercenti, che versano una commissione per ogni pagamento registrato.

Così Bruno Bearzi della Figisc-Confcommercio: «Il ricavo di un benzinaio su un litro di benzina è pari in media a circa 3 centesimi lordi, ecco perché i furbetti del cashback rappresentano un pericolo per la nostra categoria. Se non si troverà al più presto un rimedio al problema, molti gestori di impianti decideranno di lasciare spento il self service di notte pur di non correre rischi». I cittadini che hanno aderito al cashback, partito l’8 dicembre scorso in via sperimentale ed entrato a regime all’inizio di gennaio, sono più di 7 milioni. Alla fine di febbraio quelli che hanno totalizzato a dicembre dieci o più transazioni riceveranno il cosiddetto extra cashback di Natale: ma solo il 3 per cento dei partecipanti incasserà 150 euro, ossia la cifra massima messa in palio dal governo. A causa delle transazioni che per errore il sistema non ha acquisito è stato necessario ricalcolare a gennaio i rimborsi da erogare questo mese. In caso di mancato o inesatto accredito dei rimborsi previsti dal programma sarà possibile presentare reclamo. 

 

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