Il contagio Covid si riallarga nelle Marche: Acquaroli ora valuta microzone arancioni

Giovedì 11 Febbraio 2021
Il contagio si riallarga nelle Marche: Acquaroli ora valuta microzone arancioni

ANCONA - Fino all’ora di pranzo, la giornata di ieri non aveva visto nubi particolarmente dense sopra Palazzo Raffaello. Anzi, c’era fiducia sul fatto che, anche la prossima settimana, le Marche vedessero confermata la propria collocazione in zona gialla, benché le notizie ufficiali sull’Rt non fossero all’ordine del giorno (la comunicazione è attesa per oggi). Poi, una serie di notizie preoccupanti hanno fatto scattare un allarme al settimo piano di palazzo Raffaello ed ora si valuta l’ipotesi di istituire micro zone arancioni nei punti più critici della regione. 

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Osservate speciali sono in particolare Ancona, Jesi e Castelfidardo, dove i casi di contagio sono in aumento. Ma prima di prendere qualunque tipo di misura in senso più restrittivo, Palazzo Raffaello vuole un quadro della situazione preciso e puntuale al millesimo. Il governatore Francesco Acquaroli ha chiesto agli uffici un report dettagliato, città per città, così da poter decidere come muoversi dati alla mano. Nell’attesa, la fotografia che sta emergendo in questi giorni delle Marche è a tinte fosche. 


L’ospedale regionale di Torrette è da un paio di giorni in apnea e, a ieri, aveva 15 persone in pronto soccorso in attesa di essere ricoverate. Situazione che lo accomuna ad altri otto nosocomi – tra cui anche quello di Fabriano che, da piano pandemico, dovrebbe essere Covid free –, dove ci pazienti che necessitano di posti letto, ma ancora fermi in pronto soccorso. Peraltro, ieri a Torrette è stato intubato anche un ragazzo maceratese di 31 anni senza patologie pregresse. 


C’è poi la questione delle scuole, con i tamponi a tappeto fatti tra Castelfidardo, Pollenza e Tolentino, dove negli scorsi giorni si era registrato un aumento rilevante dei contagi. Durante il tavolo di confronto del mondo scolastico riunito ieri in videoconferenza, l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini ha fatto sapere che, ad oggi, sono 306 i casi positivi rilevati negli istituti, distribuiti su 15 Comuni. Tra questi, 44 sono stati registrati a Castelfidardo e 39 a Jesi. E con Ancona città che vede in crescita il suo trend di contagio, un faro viene puntato sull’Area vasta 2. Con i primi tamponi risultati negativi alle varianti in quel di Pollenza e Tolentino, invece, l’Av3 sembra per il momento essere uscita dall’occhio del ciclone, benché sia ancora troppo presto per cantar vittoria.

A riprova del fatto che, nelle Marche, la situazione dell’emergenza epidemiologica sia in peggioramento, c’è anche il fatto che la Svizzera le abbia aggiunte – insieme a Puglia ed Umbria – alla lista delle zone a rischio Covid. A far compagnia alle tre regioni italiane, anche sette francesi ed i laender tedeschi di Sassonia-Anhalt e Brandeburgo. Dal 22 febbraio, per chi proviene dalle zone e dai Paesi inclusi nella lista, sarà obbligatorio un test negativo effettuato 72 ore prima e una quarantena obbligatoria di 10 giorni, riducibile a 7 in caso di un secondo tampone negativo. Uno stop ai viaggi transalpini che la dice lunga sulla situazione marchigiana. Il paradosso è che, dal 15 febbraio, potrebbe esserci invece un “tana libera tutti” quanto a spostamenti tra regioni italiane. Non è chiaro se sia il governo uscente guidato da Giuseppe Conte, o quello in procinto di insediarsi sotto l’egida di Mario Draghi, a dover decidere in merito alla proroga o meno il decreto che vieta i viaggi oltre i confini regionali e, se non si interverrà entro il 15 febbraio, dal giorno successivo ci si potrà spostare in tutte le regioni gialle senza alcuna limitazione.

 

Ultimo aggiornamento: 10:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA