Decreto Sostegni, tutte le misure per le partite Iva: contributo a fondo perduto e esonero contributi

Domenica 21 Marzo 2021
Decreto Sostegni, tutte le misure per le partite Iva: contributo a fondo perduto e esonero contributi

Aiuti a una partita Iva su due, circa tre milioni di attività, che ha perso almeno il 30% del fatturato. E per 820mila di loro, autonomi e professionisti, un doppio sostegno: oltre al contributo a fondo perduto anche l'esonero dei contributi che, con ogni probabilità, arriverà fino a 3mila euro. In attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale emergono i dettagli delle misure riproposte per puntellare l'economia in attesa del pieno dispiegarsi della campagna vaccinale. E il decreto Sostegni, assicura anche il viceministro all'Economia, sarà seguito a stretto giro, in aprile, da nuovi provvedimenti che guardino anche alla ripartenza, a partire dalla proroga delle misure di supporto alla liquidità per le imprese, che hanno mostrato di funzionare nella prima fase della pandemia.

 

PARTITE IVA, LE MISURE

 

Per le partite Iva il decreto prevede, insomma, tre tipi di interventi, legati in primis ai cali di fatturato e poi al giro d'affari: indennizzi (esentasse), sanatoria per eventuali errori fiscali e, per gli autonomi, sconti dei contributi. A questi si aggiunge il taglio degli oneri di sistema della bolletta elettrica di aprile, maggio e giugno, per 600 milioni. E, nel caso di alberghi, strutture ricettive, bar e ristoranti, anche del taglio del 30% del canone Rai. E ancora, per chi ha redditi entro i 30mila euro (in questo caso la misura è per tutti, cittadini e imprese che abbiano i requisiti) arriverà anche il condono delle vecchie cartelle sotto i 5mila euro tra il 2000 e il 2010, comprese quelle su cui si erano iniziate a pagare le rate della rottamazione ter.

 

Questo lo schema stando alle regole appena varate ma che andranno dettagliate dal Mef una volta approvato in via definitiva il decreto - quindi non prima di fine maggio, inizio giugno. Nel frattempo le forze politiche già preannunciano battaglia e dovranno decidere come dividersi i 550 milioni di dote (50 in più delle prime ipotesi) per le modifiche parlamentari. Che in diversi vorrebbero orientare, almeno in parte, ad ampliare la platea del bonus babysitter, per venire incontro almeno a tutte le famiglie con bimbi piccoli: occuparsi di figli nella fascia 0-6 o alla primaria, infatti, difficilmente si concilia con il lavoro, anche se smart.

 

Gli aiuti più consistenti, al momento, arriveranno comunque per iscritti alla gestione separata e alla gestione speciale Inps e delle casse private: lavoratori autonomi, professionisti, ma anche artigiani e commercianti con redditi fino a 50mila euro e perdite di almeno il 33% potranno beneficiare del taglio dei contributi per il 2021 appena sarà operativa la norma, introdotta a dicembre con la manovra e uno stanziamento da un miliardo. Ora viene aggiunto un miliardo e mezzo stimando appunto l'esonero a 3mila euro, anche se l'entità del taglio dovrà essere fissata con decreto del ministero del Lavoro.

 

Il provvedimento sarebbe «imminente», dopo che l'istruttoria era stata avviata da Nunzia Catalfo e si era interrotta per il cambio di governo. E darà sollievo a 330mila iscritti alle casse dei professionisti e a 490mila partite Iva che versano i contributi all'Inps. Un pò più ampia sarà la platea che accederà anche al ristoro a fondo perduto, dato che la soglia delle perdite in quel caso più bassa, al 30%: una situazione che, come emerge dalla relazione tecnica al provvedimento, dovrebbe interessare il «54%» delle partite Iva, e la stessa che darà diritto, in automatico, a vedersi contestare gli avvisi bonari da parte dell'Agenzia delle Entrate senza sanzioni per le irregolarità segnalate sulle dichiarazioni dei redditi relativi a 2017 e 2018, che devono ancora partire.

Ultimo aggiornamento: 20:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA