Moglie «coraggio» denuncia il marito: «Violentava me e un gruppo di prostitute»

Moglie «coraggio» denuncia il marito: «Violentava me e un gruppo di prostitute»
di Nicola Sorrentino
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Lunedì 4 Novembre 2019, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 10:02

Scoprì che il marito era stato coinvolto in un’indagine per rapine e violenza sessuale a danno di prostitute. In seguito, avrebbe violentato anche lei, dietro minacce esplicite di morte. Questo il contenuto della testimonianza di una donna di Scafati, che settimane fa ha raccontato la sua storia ai giudici del tribunale di Nocera Inferiore. Assistita dal legale Roberto Acanfora, la vittima è parte lesa in un processo in cui un uomo di Scafati, di 36 anni, risponde di violenza sessuale e maltrattamenti nei riguardi della ex moglie. La testimonianza della donna è stata verbalizzata dal collegio presso il tribunale di Nocera, nella prima udienza valida per il processo che si sta celebrando nei confronti dell’imputato. L’indagine della procura, con contestuale apertura di un fascicolo, partì a seguito della denuncia della donna, che aveva scoperto che il marito era stato coinvolto in una serie di indagini per rapina e violenza contro alcune prostitute del napoletano, e poi anche dell’Agro nocerino. Procedimenti per i quali l’uomo fu destinatario di una serie di condanne, in primo e secondo grado.

I fatti, in questo caso, risalivano al 2011, in concorso con altri soggetti. Quando vennero alla luce quei trascorsi, la donna denunciò le medesime violenze ai carabinieri: e cioè di essere stata costretta a subire rapporti contro la sua volontà, tra il luglio del 2017 e il febbraio 2018, ma anche ad essere picchiata e minacciata esplicitamente. Alcuni episodi, stando alla denuncia, sarebbero avvenuti anche alla presenza della figlia minore. Come quando fu minacciata, in un’occasione, con una pistola e poi picchiata. L’uomo si trova attualmente detenuto per reati in materia di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il processo si aggiornerà al prossimo mese di marzo, nel 2020. La donna non denunciò subito il marito, temendo i suoi comportamenti. Le indagini nelle quali fu coinvolto la spinsero, poi, a recarsi dai carabinieri. Alla prima denuncia, ne seguì poi anche un’altra.

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