Fidanzati uccisi, il presunto killer
"Non ho un alibi, ma sono innocente"

Domenica 27 Settembre 2015 di Cristina Antonutti
Fidanzati uccisi, il presunto killer "Non ho un alibi, ma sono innocente"

PORDENONE - «Posso solo dire che non sono stato io». Giosuè Ruotolo, 26 anni, si difende. Risponde attraverso un messaggio su Facebook e lo ribadisce dai i microfoni di Tgcom24.

Ventisei anni, appassionato di matematica e computer, una fidanzata che studia Giurisprudenza e il passaggio a ottobre nella Guardia di finanza, il caporal maggiore del 132° Reggimento carri di Cordenons nega coinvolgimenti nel duplice delitto del palasport Crisafulli. «Non c'entro, ma è giusto che indaghino, così verranno eliminati tutti i dubbi». Definisce l’esecuzione dei fidanzati «un’atrocità che un essere umano non può fare».

Manca un alibi. Era davvero a casa a giocare alla play station la sera del delitto? O tra le 19.40 e le 19.50 la sua auto era nel parcheggio del palasport? Lui è sereno e ribatte: «Chi non ha un alibi deve essere per forza colpevole? Io e Trifone eravamo amici, l’ho portato a spalla al funerale, era un collega mio, ho ritenuto opportuno farlo, era doveroso»...

Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 09:41 © RIPRODUZIONE RISERVATA