«Sbloccate subito i risarcimenti
Niente alibi per Banca Marche»

Sabato 30 Marzo 2019
«Sbloccate subito i risarcimenti Niente alibi per Banca Marche»

JESI -  «Subito la firma dei decreti attuativi per i risarcimenti, ora bloccati. E la sentenza della Corte europea sui salvataggi bancari non sia un alibi: Banca Marche è stata un problema solo italiano, se è arrivata al punto di dover essere salvata la responsabilità è di chi l’ha amministrata e di chi doveva controllare». A dirlo sono le associazioni Azionisti Privati Banca Marche, Dipendiamo Banca Marche e l’Unione Nazionale Consumatori Marche, facendo il punto sul percorso per il ristoro dei risparmiatori azzerati dai crac bancari fra i quali quello dell’ex istituto di credito di Fontedam.

 

In ballo, nel fondo previsto dal Governo in Finanziaria, un miliardo in mezzo di euro su tre anni (per i casi Banca Marche, CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria e le venete Veneto Banca e Popolare di Vicenza). Risorse destinate al rimborso degli azionisti in misura del 30% (fino a un massimo di 100 mila euro) e degli obbligazionisti subordinati sino al 90%. Enrico Filonzi e Sandro Forlani, presidenti di Azionisti Privati e Dipendiamo, e l’avvocato Corrado Canafoglia, coordinatore Marche per l’UNC e esperto tecnico per la vicenda marchigiana nella cabina di regia voluta dal Ministero, rivendicano: «Siamo riusciti a far rientrare Banca Marche in un ristoro all’inizio sbilanciato sulle banche venete. E a ottenere condizioni che allargano le maglie per ottenere il risarcimento, senza dover attendere gli esiti dei percorsi giudiziali». Il procedimento penale che riguarda ex amministratori di Fontedamo ripartirà il 9 maggio. Ma per il via ai rimborsi manca il necessario decreto attuativo. 
«Sembra essere sul tavolo del ministro Tria e attende solo di essere firmato così da poter dar inizio al ristoro, seppur parziale, di oltre 300 mila risparmiatori- fa il punto Canafoglia- sarebbe dovuto uscire lo scorso 31 gennaio, siamo a fine marzo e, non capiamo perché, non è ancora firmato. Non vorrei influisse il riemergere della discussione sulla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle banche. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto a difesa della autonomia di Banca d’Italia, io ricordo come la nostra Costituzione garantisca il risparmio».

Prosegue Canafoglia: «I parlamentari marchigiani spingano per la firma del decreto. Quanto alla Commissione, ben venga ma superi la secretazione d’ufficio, disposta per legge, degli atti sulla crisi delle banche. Secretato è finito anche l’esito dei nostri esposti». 

Aggiunge Forlani: «Nel segreto è quanto sia stato recuperato dai 5 miliardi di crediti inesigibili Banca Marche che la bad bank acquistò per 900 milioni. Acquisiti per il 17% del valore, potrebbero essere stati rivenduti, se si fa riferimento a valori prudenziali di Bankitalia, anche al 50%. Ce ne sarebbe per ristorare tutti: bastano 600, 700 milioni per il caso Banca Marche». Infine, sulla Corte di Giustizia Europea che non ha ritenuto “aiuto di stato” il salvataggio Tercas del 2014 grazie al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (a differenza di quanto deciso per Banca Marche e le altre), «Non ci stiamo a questo gioco- dicono le associazioni- non si scarichino responsabilità su soggetti estranei al sistema italiano. Ci sono i processi in atto, nessuno deve fornire alibi a chi ha amministrato».

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