Gestivano un traffico di squillo, 13 arresti
C'è pure un sacerdote: sospeso d'urgenza

Gestivano traffico di squillo
13 arresti. C'è anche
sacerdote: sospeso d'urgenza
Gestivano un giro di squillo fatte arrivare in Italia dai Paesi dell'Est Europa per alimentare il redditizio business della prostituzione. Con questa contestazione gli agenti della Squadra Mobile di Taranto, questa mattina, hanno arrestato tredici persone. Tra loro anche un sacerdote, che è ai domiciliari. Si tratta di don Saverio Calabrese, 68enne parroco di Monteparano, di origini sicialiane, che è stato subito sospeso dal vescovo. Il sacerdote non risponde del reato associativo, ma di favoreggiamento. Tra gli episodi fotografati dall'indagine, infatti, casi in cui il parrocco avrebbe accompagnato una prostituta.

"In merito alle ultime gravi vicende ascritte a carico del parroco di Monteparano, il sacerdote Saverio Calabrese - si legge nella nota diffusa dall'Arcivescovado - si rende noto che l’arcivescovo di Taranto monsignor Filippo Santoro, ha provveduto immediatamente, in via cautelativa, al decreto di sospensione dell’interessato dal ministero pastorale. Se le autorità competenti lo consentiranno, l’arcivescovo auspica che il provvedimento al quale don Calabrese è stato sottoposto, possa essere trascorso in un luogo diverso dal territorio parrocchiale per ovvie ragioni riconducibili alla serenità e al rispetto per la comunità monteparanese. È ai parrocchiani, infatti, che va il primo pensiero di paterna vicinanza di monsignor Santoro in questa difficile prova. L'arcivescovo assicura che fin da oggi la comunità sarà seguita da un sacerdote incaricato dalla curia. Attendendo le motivazioni non ancora pienamente conosciute circa le misure restrittive nei confronti di don Saverio, per il quale non verrà meno l'interessamento della Diocesi, invita l’intero presbiterio e tutta la comunità diocesana alla preghiera  e alla fiducia nella Chiesa e nelle Istituzioni".

I provvedimenti restrittivi, otto in carcere e cinque agli arresti domiciliari, sono giunti al termine di una lunga attività di indagine portata avanti dagli investigatori della mobile jonica coordinati dal dirigente Carlo Pagano. Le misure cautelari eseguite all'alba di oggi sono state decretate dal gip Paola Incalza su richiesta del pubblico ministero Antonella De Luca.
Per i tredici indagati le accuse sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. La retata odierna ha visto impegnati i poliziotti della Questura tarantina in collaborazione con i colleghi delle questure di Lodi e di Vibo Valentia

Lunedì 14 Gennaio 2019, 08:44 - Ultimo aggiornamento: 14-01-2019 13:16

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