Green pass, mezzo milione di over 50 senza vaccino non potranno lavorare: cosa cambia da martedì

Ma da fine marzo probabile allentamento del Pass. «Almeno per le attività all’aperto»

Green pass, over 50 senza vaccino: in mezzo milione non potranno lavorare
Green pass, over 50 senza vaccino: in mezzo milione non potranno lavorare
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Giovedì 10 Febbraio 2022, 22:06

Da martedì mezzo milione di over 50 non vaccinati non potranno più lavorare. Se violeranno il divieto, riceveranno una multa che va dai 600 ai 1.500 euro. In ogni caso, saranno sospesi senza stipendio e sostituiti. Dopo l’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale, sempre per chi ha più di cinquant’anni, che dal primo febbraio comporta una sanzione di cento euro una tantum, ora entra in vigore la misura più forte del governo per convincere gli esitanti nelle classe di età in cui il contagiato non vaccinato con più frequenza finisce in ospedale. Se nel settore pubblico la percentuale di coloro che non sono in regola è più bassa, nel privato la situazione è più delicata. Spiegano da Unindustria: «Alcuni settori potrebbero avere più problemi di altri, soprattutto la logistica e il manifatturiero».

INCOGNITE
Anche senza fare paragoni fuori scala con la situazione di Ottawa dove i camionisti No vax stanno bloccando la capitale canadese, in Italia tra gli autisti dei servizi di consegna di merci e di pacchi c’è una percentuale più significativa di non vaccinati, forse anche perché c’è l’abitudine a lavorare da soli. Anche gli autisti, come tutti gli altri lavoratori over 50, però, devono presentare il Green pass rafforzato. Si tratta della certificazione verde che si ottiene con la vaccinazione o con il superamento dell’infezione, non è sufficiente il tampone negativo. Ecco, siccome non è semplice trovare autisti sul mercato del lavoro, a causa delle forte richiesta di un settore in forte espansione come quello delle consegne e del trasporto merci, le assenze causa No vax, possono produrre un effetto a catena negativo. Anche nel manufatturiero, la mancanza di alcune pedine nel ciclo produttivo può avere conseguenze non banali.

Come si stanno organizzando le aziende? Da Unindustria spiegano che il dipendente non vaccinato non perderà il posto, ma potrà essere sostituito da altri lavoratori a tempo determinato. Per questo molte imprese si stanno già muovendo con le agenzie interinali. Nel Lazio, in particolare, il livello di preoccupazione non è tra i più alti, perché la stragrande maggioranza dei lavoratori si è vaccinata, magari proprio nelle ultime settimane sulla spinta della diffusione del Super green pass. Ma in altre Regioni la situazione è più preoccupante: se nel Lazio tra i 50 e i 59 anni solo il 5% non ha ricevuto neppure una dose, in Provincia autonoma di Bolzano siamo al 10, in Valle d’Aosta, Liguria e Marche al 12. In totale, se si considera tutti coloro che hanno più di 50 anni, almeno 1,5 milioni di italiani non sono mai stati vaccinati contro il Covid, nonostante un incremento (lieve) nelle ultime settimane. Certo, in quel numero ci sono anche pensionati, disoccupati, persone che hanno superato l’infezione da poco, altre che per ragioni di salute hanno diritto all’esenzione. Ma si stima che almeno 500mila lavoratori siano ancora senza pass rafforzato e, dunque, da martedì non potranno presentarsi al loro posto.

PRECEDENTI
Per una serie di professioni l’obbligo di vaccinazione è arrivato da tempo: si è cominciato con gli operatori sanitari, si è proseguito con il personale della scuola e quello universitario, del comparto del soccorso pubblico e della sicurezza. Per tutte queste categorie però non c’era un limite legato all’età. A differenza del provvedimento esteso a tutti i comparti che entra in vigore dal 15.

«In linea di massima - osserva Natale Di Cola, leader laziale della Cgil - il settore pubblico ha una percentuale più bassa di non vaccinati, mentre nel privato siamo nell’ordine dell’1-2 per cento, perché comunque i recenti provvedimenti del governo per fermare la circolazione del virus hanno convinto una parte degli esitanti». Secondo Unindustria, la verifica della validità del Green pass rafforzato, prima dell’inizio del turno di lavoro, non appare particolarmente complicata, semmai il vero ostacolo è colmare le lacune che verranno a crearsi. Spiega un imprenditore: «Le agenzie interinali possono fornirci, per il periodo di tempo che sarà necessario, i sostituti dei dipendenti che verranno a mancarci. Ma il discorso si complica quando si parla di un lavoratore specializzato».

Anche perché la normativa è molto chiara: il dipendente che non ha il Green pass rafforzato non può ricorrere alla scorciatoia dello smart working, una formula che rischiava di essere premiante proprio per chi non rispetta la legge sull’obbligo vaccinale. Fino a quando sarà in vigore la stretta sul lavoro? Il decreto del governo indica il 15 giugno, ma molto dipenderà dall’evolversi della pandemia. 

LO STATO D’EMERGENZA
In compenso, probabilmente il sistema generale del green pass sarà gradualmente depotenziato con la cessazione dello stato di emergenza (che scade il 31 marzo e si pensa non verrà rinnovato). È questa la richiesta delle regioni, sulla scorta delle aperure che si registrano in diversi Paesi europei, e anche l’orientamento di una parte del governo. «Credo che già dal prossimo mese si possa prevedere un allentamento del green pass, graduale, partendo dai luoghi all’aperto», afferma il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa.
 

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