Affitta un camper per trascorrere la quarantena in massimo isolamento

Mercoledì 25 Marzo 2020
Affitta un camper per trascorrere la quarantena in massimo isolamento (Foto di Siggy Nowak da Pixabay)

AZZANO - Un giovane azzanese, che vuole rimanere anonimo per tutelarsi e non destare preoccupazione, è tra coloro che sono riusciti a fare il biglietto e a rientrate a casa da Londra. Ma poi, per non rischiare di creare problemi alla famiglia, ha dovuto affittare un camper, per trascorrere la quarantena cautelativa.

LEGGI ANCHE:

Due colpi di tosse e poi il silenzio: il professore muore durante la lezione online

Viaggiare ai tempi del Coronavirus, si sa, non è certo facile, soprattutto per i tanti giovani che sono all'estero e desiderano rientrare in Italia in questi giorni di caos. Certi hanno dovuto affrontare una vera odissea per raggiungere la meta, come il giovane azzanese, che comunque non ha mai perso la speranza: «Ero e sono preoccupato, ma è inutile farci prendere dal panico», ha precisato al telefono.
 
IL CAMPER
L'azzanese rientrato da alcuni giorni, come detto ora è in quarantena ma non in casa, per non mettere a rischio la nonna e i famigliari. I suoi genitori hanno affittato un camper con tutti i confort e lo hanno posizionato lontano da casa. «Anche se non ho nessun sintomo, naturalmente, mi sono messo in isolamento. Oggi per amore della mia famiglia devo restare lontano: è la contraddizione di questo momento», ha sottolineato. 

IL LAVORO A LONDRA
Il giovane a Londra da quattro anni lavora nel mondo della ristorazione, e fino a prima dell'emergenza del Covid-19 tutto andava bene sia nell'attività che con i clienti. «Poi la situazione è cambiata, anche se la gente andava al lavoro e usciva liberamente, dal momento che nel Regno Unito non erano scattate da subito le misure restrittive adottate in Italia per fermare la diffusione del Covid-19 - ha spiegato -. I clienti hanno iniziato via via a diminuire. E il governo nel frattempo ha consigliato vivamente agli esercizi pubblici di chiudere, ma non ha ritenuto di dover usare in quella prima fase i propri poteri per imporre una serrata. Poi il titolare del locale ci ha annunciato la chiusura per due settimane e anche che saremmo stati pagati. Così ho deciso, come altri, di rientrare. Ho chiesto informazioni all'Ambasciata chiamando nei numeri messi a disposizione per i connazionali, ma erano sempre occupati».

IL CONSOLATO
«Attraverso il sito Facebook del Consolato - aggiunge - ho verificato la disponibilità di biglietti e voli Alitalia sulla tratta Londra - Roma. Anche se in un primo momento il biglietto lo avevo fatto sulla tratta Londra-Svizzera, ma il problema è che accettano solo cittadini svizzeri - ha precisato -. Nel viaggio verso l'aeroporto c'era poca gente, insomma una situazione surreale. Io ho scelto di rientrare in Italia per stare con la mia famiglia, in momenti così drammatici a casa si sta meglio». In questo momento Alitalia è impegnata a facilitare il ritorno in Italia di migliaia di connazionali che si trovano all'estero e, in coordinamento con l'Unità di crisi della Farnesina, sta predisponendo una serie di voli speciali con Paesi sui quali non è più possibile operare normali voli di linea, a causa delle restrizioni imposte al traffico aereo da e per l'Italia. «Sono partito con il volo Alitalia (aereo pieno) dall'aeroporto di Heathrow e sono atterrato a Fiumicino, e dopo una notte passata in hotel, la mattina ho preso un Frecciarossa, diretto fino a Pordenone, ma che si è fermato a Venezia. Da qui, Trenitalia per chi aveva il biglietto, ha organizzato dei taxi individuali pagati, per il rientro, ognuno nelle proprie località. Dopo alcune ore, in un'autostrada vuota, ho detto finalmente a casa... Invece sono finito nel camper».
 

Ultimo aggiornamento: 13:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA