Green pass in ristoranti, negozi, trasporti, palestre, cinema e luoghi di lavoro: il calendario del graduale addio al certificato

Il percorso non culminerà il 31 marzo con l'ormai quasi scontata eliminazione dello stato di emergenza, ma verrà con buona probabilità terminato il 15 giugno

Sabato 12 Febbraio 2022
Ristoranti, negozi, trasporti e lavoro: il calendario del graduale addio al Green pass

 

Le mascherine all'aperto e le discoteche sono state solo il primo passo. La decisione di non rinnovare l'obbligo di indossarle quando si è fuori casa così come quella di far tornare finalmente gli italiani a ballare infatti, è il segnale che in questa «fase nuova» della pandemia di cui ha iniziato a parlare anche il governo, troveranno via va meno spazio restrizioni e limiti alla socialità. Chiaramente come ha già spiegato più volte il ministro della Salute Roberto Speranza serve «cautela» e, quindi, per poter valutare davvero un allentamento nell'uso del Green pass bisognerà attendere che venga completata la campagna vaccinale delle dosi booster. Ad oggi, stando ai dati raccolti dal commissario per l'Emergenza Figliuolo, tra coloro che potrebbero ricevere la terza dose, "solo" l'84% ha ricevuto il booster. Un numero destinato a salire con il boom di guarigioni atteso per i prossimi giorni. Mentre, estendendo il discorso alla platea dei più piccoli, all'appello manca quasi il 75% dei 5-11enni. Non appena questi dati inizieranno ad essere più netti, la strada che porta verso la normalità verrà intrapresa con decisione. Un percorso graduale che non culminerà il 31 marzo con l'ormai quasi scontata eliminazione dello stato di emergenza (dati epidemiologici permettendo), ma verrà con buona probabilità terminata il 15 giugno, cioè quando scadrà l'obbligo vaccinale imposto ai lavoratori over 50. Verosimilmente quindi, salvo nuove recrudescenze epidemiche, il momento buono per iniziare a smontare le restrizioni dovrebbe coincidere con fine di marzo e l'inizio di aprile.

 

 

 

Restrizioni: così saranno eliminate (gradualmente) 

Come? L'orientamento dell'esecutivo è quello di iniziare dall'eliminazione dell'obbligo di certificazione per i luoghi all'aperto (anche la mascherina, al chiuso, resterà obbligatoria ancora a lungo). Vale a dire che bar e ristoranti che hanno spazi esterni saranno tra i primi a non dover più richiedere il Qr Code. A seguire poi, tutti gli altri luoghi in cui è possibile restare all'aria aperta. Ad esempio i circoli sportivi dove si praticano attività (prima singole e poi di squadra) all'esterno.

Prudenza invece per quanto riguarda le palestre. Per loro il percorso si annuncia decisamente più lungo. Al pari di cinema e teatri dove, a differenza delle arene all'aperto, il Green pass continuerà ad essere obbligatorio ancora per qualche mese. Stesso discrso anche per i mezzi di trasporto (sia a lunga percorrenza che per quello pubblico locale). Se il calo della curva dovesse continuare invece, i negozi - ultimi ad entrare nella lunga lista delle attività in cui è richiesto il Green pass - potrebbero essere tra i primi a salutare l'obbligo di Qr code, mantenendo però il numero contingentato di ingressi e l'obbligo di mascherina al chiuso. 

Al lavoro

Capitolo a parte meritano i lavoratori. La data da segnare sul calendario per loro potrebbe essere il 15 giugno (quando appunto scade l'obbligo vaccinale), ma non è detto che sarà davvero così. Dopo la scadenza dello stato d'emergenza, il 31 marzo, si assisterà ad un rientro piuttosto massiccio in ufficio perché terminerà la possibilità di restare in smart working senza che aziende e dipendenti abbiano contrattato regole precise. E quindi non è escluso che, per poter allentare il resto delle regole, l'obbligo per i lavoratori sia prorogato. Chiaramente però si deciderà in base ai dati del momento, e quindi il discorso oggi è piuttosto prematuro. 

 

 

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