Variante inglese, sorpresa dal vaccino Pfizer: anticorpi «ancora più efficaci che contro il virus originario»

Martedì 2 Marzo 2021
Variante inglese, sorpresa dal vaccino Pfizer: anticorpi «ancora più efficaci che contro il virus originario»
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Se la variante inglese del Covid desta preoccupazione per la sua maggiore contagiosità, non dovrebbe essere lo stesso per l'efficacia del vaccino: stando ai primi test infatti il vaccino Pfizer non solo è efficace contro la variante, ma è addirittura più efficace contro la stessa rispetto alla versione originaria del virus Sars-CoV-2. A rendere noto questo risultato "a sorpresa" è il presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv), Arnaldo Caruso, secondo quanto scrive l'agenzia Adnkronos Salute.

 

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«Non solo la variante inglese di Sars-CoV-2 non è resistente ai vaccini, ma gli anticorpi neutralizzanti sviluppati dai vaccinati sembrano funzionare addirittura meglio sul mutante britannico che sul coronavirus originario di Wuhan», afferma Caruso anticipando l'esito di un test effettuato a Brescia esponendo la variante Uk al siero di persone protette con il prodotto di Pfizer/BioNTech. «Sottoporremo questi risultati per la pubblicazione su una rivista scientifica», spiega l'esperto, ordinario di Microbiologia e microbiologia clinica all'università degli Studi bresciana e direttore del Laboratorio di Microbiologia dell'Asst Spedali Civili. Ma «nell'attesa mi preme lanciare un messaggio a tutti i cittadini che lo leggeranno: i vaccini anti-Covid funzionano, sono l'arma di prevenzione contro questa pandemia e bisogna crederci».

 

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Funzionano anche per contrastare il ceppo Gb, assicura. «Vacciniamoci al più presto», esorta Caruso, ricordando che «la variante inglese è destinata a diventare dominante: nel Bresciano», dichiarato zona 'arancione rafforzato' proprio per una sua diffusione preoccupante, «la prevalenza è addirittura oltre l'80%. Il dato non è omogeneo in tutta la Lombardia né in tutta Italia, ma quello che sappiamo - avverte il numero uno dei virologi italiani - è che in meno di 2 mesi questo mutante», di cui è stata accertata la maggiore trasmissibilità, «da zero si è diffuso in questo modo».

 

«Abbiamo condotto i nostri test su isolati virali, cioè su virus veri, e siamo fra i pochissimi a farlo a livello internazionale», rivendica Caruso. «Abbiamo valutato una serie di volontari - racconta - per capire se, dopo la profilassi con vaccino Pfizer, avevano sviluppato anticorpi neutralizzanti. Abbiamo 'cimentato' i loro sieri contro il virus naturale di Wuhan, verificando che tutti quanti hanno sviluppato un'ottima risposta anticorpale con anticorpi neutralizzanti contro il coronavirus originario». «La sorpresa - precisa l'esperto - è stata che questi anticorpi hanno mostrato un potere neutralizzante ancora più alto nei confronti della variante inglese». In altre parole, «sono risultati ancora più potenti nel neutralizzare il mutante britannico rispetto al virus Wuhan».

 

In conclusione, «non solo la variante inglese non crea problemi per quanto riguarda la resistenza ai vaccini» oggi disponibili, «ma addirittura può essere riconosciuta dagli anticorpi neutralizzanti che si sviluppano a seguito di vaccinazione con più efficacia» rispetto alla prima 'versionè di Sars-CoV-2. «Una tale protezione - afferma il presidente della Società italiana di virologia - garantisce la salvaguardia di tutti, in un futuro in cui la variante Uk sarà ovunque dominante». 

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