Chirurgia estetica, è boom di richieste dopo il lockdown: «Ripartiamo in sicurezza»

Venerdì 22 Maggio 2020
Chirurgia estetica, è boom di richieste dopo il lockdown: «Ripartiamo in sicurezza»

Dopo il lockdown Coronavirus riparte anche la chirurgia estetica con la parola d’ordine: sicurezza. Per pazienti, medici, operatori sanitari e personale di segreteria. Riaprono gli studi dei medici estetici dopo la chiusura imposta dall’emergenza covid-19 e l’obiettivo portato avanti dalla FIME (Federazione Italiana Medici Estetici) è garantire standard di sicurezza per consentire ai pazienti di prendersi cura di sé senza esporsi a rischi. 
 
LEGGI ANCHE:
Coronavirus, i guariti delle Marche sono quasi 4mila, sei reparti di terapia intensiva senza malati Covid

Pesaro, esposto di un centinaio di famiglie contro il virologo Roberto Burioni: «Coronavirus, contraddetto dai fatti»

“Abbiamo ricevuto numerose richieste da parte di pazienti che desideravano sottoporsi a trattamenti di medicina estetica – afferma il professor Nicola Zerbinati, presidente della FIME, società scientifica con finalità scientifico-didattiche che riunisce professionisti che praticano la medicina estetica come attività professionale primaria -. Sono molte le persone che, dopo il lockdown, desiderano sentirsi più belle e piacersi di più. Per questo abbiamo ripreso l’attività a pieno ritmo, organizzandoci già durante la chiusura per arrivare preparati”. 
Cosa cambia per i pazienti che vogliono sottoporsi a un intervento di medicina estetica?
La FIME ha riassunto alcuni punti. 
Pianificate con anticipo gli appuntamenti: gli studi hanno ridotto il numero di pazienti che possono ricevere e i tempi di attesa si allungano. Le attività di medicina estetica, in particolare filler e botulino, richiedono trattamenti periodici per mantenere il risultato e conviene quindi pensarci per tempo. Non è più possibile far sostare i pazienti in sala d’attesa, a meno che non sia possibile garantire percorsi separati per entrata e uscita. Inoltre, dopo ogni visita, è necessario pulire e sanificare lo studio e questo dilata i tempi. I pazienti sembrano comunque apprezzare, in quanto capiscono che l’obiettivo è la sicurezza.
Non dimenticate la mascherina. I giorni precedenti all’appuntamento, il paziente viene contattato dalla segreteria per assicurarsi che non presenti febbre o sintomi influenzali. All’ingresso in studio il paziente deve avere la mascherina e utilizzare guanti o disinfettante per le mani. Si misura la temperatura, mentre cappotto e borsa sono chiusi in un sacchetto. 
Rivolgetevi a medici estetici qualificati: è una garanzia sia per i risultati, sia per la sicurezza. Medici e operatori sanitari devono essere dotati dei dispositivi medici necessari per poter lavorare senza rischi. Reperirli, vista la grande richiesta, può non essere facile. FIME ringrazia e segnala il grande apporto del gruppo Securitymed, dei dottori Fabrizio Melfa e Bruno Bovani, che hanno offerto la possibilità di creare gruppi di acquisto di DPI grazie a un gruppo nato su Facebook con lo scopo di riunire tutti i medici estetici italiani durante la pandemia da COVID-19.
Negli studi medici possono essere eseguiti in sicurezza tutti gli interventi di medicina estetica. In queste prime settimane di riapertura sembra però che i più richiesti siano i trattamenti per ringiovanire lo sguardo: l’utilizzo della mascherina mette in primo piano gli occhi: sono in crescita quindi i trattamenti per avere un’espressione più riposata, come le iniezioni di botulino. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA