Pescara del Tronto distrutta dal terremoto rinascerà vicino alla strada provinciale

Martedì 20 Aprile 2021 di Luigi Miozzi
Le macerie di Pescara del Tronto

ARQUATA - Sono oltre duecento i moduli recapitati entro venerdì scorso in comune ad Arquata della consultazione popolare per la scelta del sito dove ricostruire la frazione di Pescara.

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Dall’esame dei primi moduli, l’ipotesi che ha ricevuto il maggior numero di consensi, tra le sei che erano state illustrate nel corso di una assemblea pubblica, è stata la numero 1 ovvero quella che prevede la ricostruzione dei fabbricati a ridosso della strada provinciale e poco distante dal vecchio incasato raso al suolo dal sisma. A seguire, consensi significativi anche per la seconda ipotesi che prevede la delocalizzazione della frazione tra Piedilame e Pretare. 


Bisognerà attendere ancora qualche giorno prima di avere il risultato definitivo ma il trend tracciato dall’analisi delle prime schede è abbastanza significativo e consente all’amministrazione comunale di avere un quadro completo della situazione prima di dover prendere la decisione definitiva. Perchè sarà il consiglio comunale a deliberare una volta per tutte quale sarà il destino di Pescara e dei suoi residenti. «Siamo soddisfatti perchè la consultazione ha riscosso una buona partecipazione - ha commentato il sindaco di Arquata, Michele Franchi -. Adesso, tutta l’amministrazione comunale, l’ufficio tecnico e i pianificatori hanno le carte in regola per poter procedere anche in base a questi ultimi dati e poi, tutti insieme, faremo la scelta definitiva, soprattutto avendo a cuore la sicurezza dei cittadini». 


Dallo studio presentato dall’amministrazione comunale nel corso dell’incontro emerge che le unità abitative che costituivano la frazione di Pescara prima del sisma erano 98 di queste ben 69 sono quelle che erano ubicate lungo il costone a ridosso della Salaria e che dovranno essere necessariamente ricollocate da un’altra parte. Oltre a le due proposte che hanno ottenuto un maggiore numero di consensi, ne erano state presentate altre quattro. 


Una di queste prevedeva una delocalizzazione parziale nella zona Pozza; un altro scenario prevedeva la delocalizzazione totale a monte della frazione di Pretare e a queste, poi, si aggiungevano le ultime due proposte di delocalizzazione parziale: una parte delle abitazioni in un caso verrebbero trasferite nell’area dove attualmente sono state realizzate le Sae (casette) lungo la Salaria mentre, nell’altra proposta, una parte delle abitazioni di Pescara verrebbe ricostruite a completamento di Piedilama e di Pretare. 


Anche tra i residenti della frazione di Pescara si è registrata una diversità di vedute e le modalità di ricostruzione hanno fatto molto discutere. A chi non vuole lasciare i luoghi a cui sono legati anche affettivamente, ancor di più dopo la tragedia, fa da contraltare chi, invece, preferirebbe ricostruire la propria casa da un’altra parte, dal momento che la loro casa è andata completamente distrutta e lì dove era prima delle scosse del 2016, non potrà mai più essere ricostruita. Tanto vale, perciò, far rinascere Pescara del Tronto da un’altra parte. L’ultima parola spetterà ora all’amministrazione comunale. 

 

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