Omicidio Cianfrone, il killer si presenta al Comune di Spinetoli dopo il licenziamento: «Rivoglio il posto»

I carabinieri davanti al Comune di Spinetoli
I carabinieri davanti al Comune di Spinetoli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 8 Settembre 2022, 01:50 - Ultimo aggiornamento: 9 Settembre, 15:29

SPINETOLI - Per la corte d’assise di Macerata che lo scorso mese di giugno lo ha condannato all’ergastolo, è stato Giuseppe Spagnulo a uccidere il carabiniere Antonio Cianfrone mentre faceva jogging lungo la pista ciclabile di Pagliare. I giudici di primo grado lo hanno condannato all’ergastolo. Con lui è stata giudicata colpevole, in concorso, anche la moglie Francesca Angiulli a cui è stata inflitta una pena di sedici anni di carcere.

Sulla base di quella sentenza l’amministrazione comunale di Spinetoli (per la quale Spagnulo lavorarava come addetto alla manutenzione), ha avviato il provvedimento disciplinare prevedendo il licenziamento. 

Ieri mattina, lo stesso Spagnulo, accompagnato dal suo legale di fiducia, l’avvocato Alessandro Angelozzi, si è presentato in comune. Il suo arrivo in municipio, dal carcere di Marino del Tronto, dove si trova attualmente recluso, non è passato inosservato e ha destato anche qualche preoccupazione tra i residenti della zona. A metà mattinata, infatti, nella piazza davanti alla sede civica, è arrivato il furgone della polizia penitenziaria seguita dalle auto degli agenti e anche dalle pattuglie dei carabinieri. Molti si sono domandati cosa fosse accaduto in municipio. Una volta arrivato davanti alla commissione disciplinare ha rilasciato dichiarazioni spontanee sostenendo di ritenere ingiusto il provvedimento disciplinare che gli viene contestato. L’avvocato Angelozzi ha invece sostenuto l’illegittimità della sanzione disciplinare dal momento che la sentenza di colpevolezza non è ancora passata in giudicato e bisognerà attendere l’esito del processo della Corte d’assise d’appello verso cui pende il ricorso con cui è stata impugnata la sentenza di primo grado e, successivamente, il pronunciamento della Cassazione. 

Fino a quel momento, secondo quanto sostenuto dal penalista, non può essere intrapreso nessun provvedimento disciplinare nei confronti di Spagnulo. Giuseppe Spagnulo, finito al centro di una inchiesta giudiziaria e condannato al termine del procedimento penale che ne scaturì, dalla Puglia dove si trovava, fu trasferito al carcere di Marino del Tronto per scontare la sua pena. Durante la reclusione, fu l’allora direttore della casa circondariale ascolana, in un’ottica di rinserimento del detenuto, chiese la disponibilità ad alcune amministrazioni comunali a garantire un posto di lavoro a Spagnulo. L’allora sindaco di Spinetoli diede la propria disponibile a dare seguito al progetto sociale e, così, Giuseppe Spagnulo venne assunto come operaio. Lavoro che ha svolto fino al giugno del 2020 quando venne arrestato perchè ritenuto il presunto responsabile dell’omicidio dell’ex vice comandante della caserma dei carabinieri di Monsampolo, Antonio Cianfrone. A distanza di due anni è arrivata la sentenza che sancisce la sua colpevolezza e, pochi mesi più tardi, l’amministrazione comunale ha avviato il procedimento disciplinare contestandogli la sua condotta e, per questo, chiedendo il licenziamento. Un provvedimento che adesso è stato contestato dal diretto interessato e dal suo difensore di fiducia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA