Ospedale di comunità e casa della salute a San Benedetto, De Vecchis preoccupato: «È una corsa contro il tempo»

Il consigliere di San Benedetto Viva Giorgio De Vecchis
Il consigliere di San Benedetto Viva Giorgio De Vecchis
di Alessandra Clementi
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Lunedì 14 Febbraio 2022, 05:40

SAN BENEDETTO «Per San Benedetto si è parlato della possibilità di avere un ospedale di comunità e una casa della salute ma sarà una corsa contro il tempo». Sono le parole del consigliere di San Benedetto Viva Giorgio De Vecchis che nei giorni scorsi ha partecipato all’incontro organizzato dalla Regione a cui hanno preso parte l’assessore regionale Filippo Saltamartini, il direttore Asur Nadia Storti e il direttore dell’Area vasta 5 Massimo Esposito.

Intanto Pd, Nos e Articolo 1 nei prossimi giorni promuoveranno una petizione popolare indirizzata al sindaco, al presidente della Regione, all’assessore regionale e all’Asur riguardante la presenza di questi due presidi in Riviera.

 
Il summit 
In Riviera l’intenzione è quella di realizzare un ospedale di comunità dove sarebbero presenti medici di base, infermieri, operatori socio assistenziali. Struttura che potrebbe trovare spazio all’interno dello stesso ospedale anche nell’attuale Corpo F, mentre per quanto riguarda Ascoli sarebbe stata individuata come location l’ex sanatorio.

Così come si starebbe pensando anche a una casa della salute dove troverebbero spazio servizi di base come la radiologia, alcuni ambulatori specialistici, un centro vaccinale come quello presente oggi in piazza Nardone, in una sorta di presidio simile a quello oggi presente in via Romagna ma con attrezzature tecnologiche più evolute.

Queste ultime due strutture entrambe fatiscenti, con barriere architettoniche, senza parcheggi e di difficile accessibilità, per cui si ravvede la necessità improrogabile di individuarne nuove. Per l’intera Area vasta 5 sarebbero disponibili 10 milioni di euro da attingere dal Pnrr. L’unico problema è la corsa contro il tempo visto che la richiesta di finanziamenti scade il prossimo 28 febbraio.

Si tratta di servizi basilari per la medicina del territorio che andrebbero ad alleggerire anche la mole di lavoro dell’ospedale, ma sussisterebbe anche il rischio che gli interventi di regione e Asur si limitassero, per la Riviera, a queste due strutture così da rendere il Madonna del Soccorso un ospedale di base, lasciando l’emergenza e le specialistiche altrove. 


La petizione
Ospedale di comunità e casa della salute sono al centro anche della mozione firmata dal consigliere Pd Aurora Bottiglieri e che non è andata al vaglio del consiglio comunale, ma che probabilmente tornerà in commissione. Nel documento viene chiesto l’impegno ad attivarsi da subito nella richiesta alla Regione e in Conferenza dei Sindaci di almeno due case di comunità e un ospedale di comunità nel distretto sanitario nell’area San Benedetto - Grottammare che conta circa 63.000 assistiti e di implementare le strutture di Ripatransone e Montefiore dell’Aso.

«Occorre- afferma Bottiglieri - fare chiarezza sulla questione ospedale oltre alla necessità di avere un confronto con la Regione Marche, sulla tematica relativa alle case di comunità; il tutto finalizzato ad avere una pianificazione adeguata e trasparente dei siti da individuare per la loro collocazione. San Benedetto deve essere coinvolta».

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