Il mare restituisce il corpo di un uomo: aveva bevuto, poi è scomparso da casa. Riconosciuto dopo 12 ore dalla compagna

Mercoledì 25 Novembre 2020 di Emidio Lattanzi
Il mare restituisce il corpo di un uomo: aveva bevuto, poi è scomparso da casa. Riconosciuto dopo 12 ore dalla compagna

SAN BENEDETTO  - E’ durato circa dodici ore il mistero intorno al rinvenimento di un cadavere trovato, poco prima delle sette di ieri mattina, sulla spiaggia di San Benedetto. Si trattava di un quarantunenne nordafricano del quale non si avevano notizie dalla serata di lunedì. Il corpo è stato trovato da una donna, che stava facendo una passeggiata di primo mattino, sul bagnasciuga all’altezza della spiaggia libera che si trova tra le concessioni 13 e 14 del lungomare di San Benedetto. 

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La donna si è trovata di fronte ad un uomo di giovane età, con una felpa nera e verde ed un paio di pantaloni chiari. Il corpo era in parte in acqua e in parte sulla riva del mare con il capo privo di ferite ma praticamente ricoperto di sabbia. La donna ha immediatamente dato l’allarme e sul posto sono arrivati in poco tempo i militari della capitaneria di porto, i carabinieri e la volante della polizia. Quindi i sanitari del 118 che non hanno potuto che constatare il decesso dell’uomo. Da lì è stato quindi necessario l’arrivo del medico legale, il dottor Francesco Brandimarti per il via libera del magistrato al trasferimento della salma all’obitorio di San Benedetto. Fino a quel momento le forze dell’ordine e la Procura non sapevano di chi fosse quel corpo che, in tasca, non aveva documenti né elementi utili a risalire all’identità.

La svolta è avvenuta poco dopo quando al commissariato di polizia si è presentata una donna di origini romene e residente in Riviera che, disperata, dopo aver letto sul web del ritrovamento di quel corpo, ha iniziato a preoccuparsi seriamente per il proprio compagno, un nordafricano di 41 anni, del quale non aveva notizie dalla sera precedente. La donna è stata accompagnata dai carabinieri che ieri hanno supportato, nelle indagini, la guardia costiera, e che hanno ascoltato la sua segnalazione. L’uomo non aveva dato sue notizie dalla sera precedente alla compagna ma i militari, a quanto si apprende, hanno rintracciato alcune persone che lo avevano visto, in vita, nella serata di lunedì. Le descrizioni parlavano di una scarsa lucidità legata, probabilmente, all’ingerimento di sostanze alcoliche e potrebbe esserci proprio questo alla base dell’accaduto dal momento che la donna ha riconosciuto il proprio compagno proprio nel cadavere trovato in spiaggia alcune ore prima. 


Gli investigatori propendono infatti per l’ipotesi dell’incidente dal momento che dai primi esami del medico legale sarebbe stata categoricamente esclusa sia una morte violenta che un gesto volontario. Il quarantunenne potrebbe essere caduto dalla da una scogliera, non è escluso che possa essere salito sul pennello che si trova alla foce dell’Albula. La Procura ad ogni modo vorrà fare chiarezza.

 

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