Solo buone notizie alla prima asta dopo il fermo pesca: seppie a quasi 10 euro al chilo

Venerdì 18 Settembre 2020 di Emidio lattanzi
San Benedetto, solo buone notizie alla prima asta dopo il fermo pesca: seppie a quasi 10 Euro al chilo

SAN BENEDETTO - Come era stato anticipato dai primi marittimi rientrati in mare a farla da padrone all’asta del mercato ittico di ieri mattina a San Benedetto, la prima dopo il fermo biologico, è stato il “pesce di terra”. A partire dalle triglie, arrivate in oltre una tonnellata sui rulli. Di quelle grandi ne sono infatti stati riportati a terra ben 1286 chili battuti poi ad un prezzo medio di 1.55 euro al chilo. Ma anche quelle di altre dimensioni sono state pescate in buona quantità con oltre mezza tonnellata finita nelle reti tra quelle piccole e quelle mezzane. Tante anche le seppie, tra grandi e piccole sui rulli ne sono passati quasi settecento chilogrammi con prezzi che difficilmente sono scesi al di sotto dei dieci euro. 

«Le quantità sono state buone - sottolinea Giovanni Palestini, commerciante di pesce - i prezzi in alcuni casi leggermente al di sopra della media di questo periodo ma tutto sommato l’asta è stata positiva sia per chi vendeva che per chi comprava».
 
Dalle barche avevano annunciato che l’asta sarebbe stata ricca di alcuni tipi di specie ittiche come le pannocchie e l’annuncio ha trovato un riscontro in quanto visto ieri mattina. Oltre una tonnellata ne è arrivata al mercato con prezzi che hanno oscillato tra gli 8,64 euro di quelle grandi ai circa 6 euro di quelle medie vive fino ai poco più di quaranta centesimi di quelle piccole. Notevole in particolar modo la quantità di pannocchie piccole che hanno raggiunto, da sole, quasi sei quintali e sono tutte state vendute, sia ai commercianti della ristorazione che ai commercianti di pesce della piccola e grande distribuzione. Tante gallinelle (anche in questo caso quasi sei quintali) e pochi calamari che in tutto hanno a malapena raggiunto il quintale con prezzi medi che, per quanto riguarda le grandi pezzature, hanno superato i venti euro al chilogrammo. «Forse - continua Palestini - ci si sarebbe aspettato qualche merluzzo in più. Ce n’erano pochi alla prima asta dopo il fermo biologico». Quelli grandi, in effetti, hanno a malapena raggiunto la quantità di sessanta chilogrammi complessivi. Buona, invece, la quantità di razze con oltre due quintali della pezzatura media battute a 1.22 euro al chilogrammo. Infine ottima la quantità di mazzancolle con i quasi mezza tonnellata di piccola misura battuta a poco meno di dieci euro al chilogrammo. 
L’attesa
Ed ora c’è attesa per la seconda battuta di pesca che nelle prossime ore vedrà rientrare le barche che hanno dato vita alla seconda tranche dal momento che le attività di pesca, in questa fase di rientro dal fermo, sono state scaglionate in modo tale da non far andare in mare, contemporaneamente, tutte le imbarcazioni che compongono la flottiglia del porto. E c’è attesa anche per le decisioni che, da qui alle prossime settimane, dovranno essere prese dalla direzione della pesca che entro la fine dell’anno dovrà pronunciarsi sulle modalità di fermo biologico da introdurre per i prossimi anni che, stando alle notizie che arrivano da Roma, dovrebbe essere completamente diverso da quello attuale.

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