Cianuro nel Tesino, sospesa l’attività di tre aziende. I carabinieri forestali denunciano due imprenditori cinesi

Martedì 23 Febbraio 2021 di Emidio Lattanzi
I controlli dei carabinieri forestali

GROTTAMMARE - Sono due le persone denunciate dai carabinieri forestali in seguito alle operazioni di controllo effettuate in seguito alla rilevazione della presenza di cianuro nell’acqua del Tesino.

 

In tutto le aziende finite nel mirino dei carabinieri sono tre. Le denunce sono relative a due di quelle aziende e riguardano illeciti ambientali riguardanti lo smaltimento, lo stoccaggio dei rifiuti prodotti e l’emissione dei fumi nell’aria. I militari delle stazioni di San Benedetto, Grottammare e Cupra Marittima, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro, hanno elevato ventisei sanzioni per la mancata adozione delle misure di contenimento Covid (sanzioni da 400 euro ciascuna). In tutte e tre le aziende sono state sospese le attività dal momento che sono anche stati trovati dei lavoratori in nero. 


I provvedimenti
Nello specifico l’operazione dei militari, e in particolar modo quella dei carabinieri forestali, ha portato alla denuncia di due imprenditori, entrambi di nazionalità cinese. Denunce per la gestione irregolare di rifiuti pericolosi e di emissioni atmosferiche non autorizzate. Uno dei due anche per mancato rispetto delle normative a tutela della salute dei lavoratori dal momento che, a quanto si apprende, gli addetti ai lavori venivano tenuti a contatto con alcuni vapori ed emissioni senza adeguate protezioni individuali.

 

Nel corso della stessa operazione è stato sequestrato un container che conteneva rifiuti potenzialmente pericolosi e un’area che conteneva rifiuti chimici. Inoltre in un’azienda il registro dei rifiuti era completamente vuoto mentre in un’altra, delle due, non c’era proprio alcun documento. Per quest’ultimo aspetto ora le ditte rischiano sanzioni che possono superare i quindicimila euro.


Il blitz
Il blitz era scattato nei giorni scorsi per verificare il comportamento, con i rifiuti e le sostanze tossiche, delle aziende che si affacciano sul Tesino. L’inchiesta è partita a ottobre quando uno sversamento provocò la moria di pesci creando apprensione a Grottammare e lungo tutta la Vallata del Tesino anche perché nessuno, sulle prime, era riuscito a spiegare cosa potesse aver provocato quell’anomalo fenomeno.

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