Suolo pubblico gratis e spazi raddoppiati per i locali. Le aree si possono condividere e essere a cento metri dall'attività

Pronte le regole per far aprire i ristoranti il 26 aprile
Pronte le regole per far aprire i ristoranti il 26 aprile
di Luca Marcolini
4 Minuti di Lettura
Lunedì 19 Aprile 2021, 05:15

ASCOLI - Suolo pubblico gratis e raddoppiato per tutte le attività che vorranno, ma nel rispetto del regolamento comunale approvato dopo la prima fase dell’emergenza Covid. Includendo anche la possibilità di individuare spazi condivisi da più esercizi (ad esempio, un bar insieme ad un negozio).

LEGGI ANCHE

Campionato sospeso per disputare i recuperi e date di playoff e playout: l'Ascoli ripartirà così

Nuova vittima del Covid, Porto Sant'Elpidio piange Croia: «Addio al Babbo Natale di San Filippo»

 

E poi controlli costanti della polizia municipale, come avvenuto in maniera efficace la scorsa estate, per vigilare con attenzione sul comportamento di esercenti e cittadini.


Il passaggio
L’Arengo si prepara così all’ipotesi della riapertura possibile del prossimo 26 aprile – in caso di passaggio in zona gialla rafforzata - di ristoranti e bar a pranzo e cena, ma uscendo obbligatoriamente all’aperto. Ovvero utilizzando solo gli spazi esterni. Il sindaco Fioravanti ha già le idee chiare su come affrontare questa eventuale riapertura delle attività di ristorazione e dei pubblici esercizi, ricorrendo alla formula già sperimentata lo scorso anno nella fase dopo il lockdown. Quando Ascoli, tra le prime città in Italia, aveva deciso di concedere gratuitamente il raddoppio degli spazi esterni fino a quel momento concessi alle attività.


La gestione
L’amministrazione comunale è pronta, dunque, a gestire la fase della potenziale riapertura delle attività del food, sia a pranzo che a cena, utilizzando esclusivamente gli spazi esterni. E la strategia scelta è quella di procedere come già avvenuto dopo il primo lockdown. «Noi abbiamo già messo a punto dopo la prima ondata pandemica, – spiega il sindaco Marco Fioravanti – uno specifico regolamento che ci ha permesso di assegnare ad ogni attività il doppio del suolo pubblico fino a quel momento concesso. Proprio per poter lavorare riuscendo a rispettare anche il distanziamento. E quindi proseguiremo con lo stesso metodo, considerando che anche stavolta gli esercenti non dovranno pagare la Tosap».

«Tutte le attività – aggiunge il primo cittadino ascolano – potranno presentare i loro progetti per l’utilizzo degli spazi esterni raddoppiati rispetto alla normale concessione. Tra l’altro, sarà sempre possibile l’utilizzo di uno spazio condiviso da parte di più attività vicine, presentando un progetto unico. Cercheremo, quindi, di concedere tutti gli spazi che ci verranno richiesti, compatibilmente con le disponibilità all’esterno di ciascuna attività. Poi sul fronte dei controlli saranno sempre i vigili urbani a verificare costantemente, come avvenuto in maniera efficace lo scorso anno, che tutto avvenga nel pieno rispetto delle regole e dei protocolli Covid».


Sulla scia della strategia messa a punto lo scorso anno dall’Arengo, resteranno ancora in vigore le stesse regole definite per la concessione di spazi pubblici già la scorsa estate. Regole che, oltre al raddoppio delle superfici utilizzabili, prevedono anche di tutelare maggiormente le piazze principali, ovvero piazza del Popolo, piazza Arringo e piazza Ventidio Basso, definendo che le stesse non potranno essere occupate dalle attività per più della metà dello spazio complessivo.


Paletti anche per quel che riguarda gli arredi esterni: resta consentito l’utilizzo di banchi mobili ed elementi leggeri di arredo per l’esposizione delle merci, la vendita per asporto e la somministrazione di alimenti e bevande e lo stazionamento della clientela. Nelle vie e nelle piazze dovrà sempre essere garantito lo spazio minimo per il passaggio di persone e mezzi di soccorso, per almeno 4 metri lineari. Ulteriore disposizione è quella che riguarda il discorso del vicinato, ovvero la possibilità, per il settore food e l’artigianato, di sfruttare anche spazi vicini fino a 100 metri di distanza dai locali dell’attività.

© RIPRODUZIONE RISERVATA