I disobbedienti aprono lo stesso. Blitz di polizia e carabinieri a cena: scattano le multe al ristorante

Sabato 16 Gennaio 2021 di Talita Frezzi
I carabinieri al ristorante Statale 16 di Marzocca

BELVEDERE OSTRENSE - La notte dei lunghi coltelli, nel vero senso della parola. Ristoratori esasperati dai Dpcm, dalle chiusure e dalla mancanza di lavoro. Clienti solidali, pronti a beccarsi il rischio di una multa pur di manifestare un dissenso che serpeggia in tutta Italia e che sta sfociando un po’ a tutti i livelli. E forze dell’ordine chiamate a dover multare gente onesta, lavoratori esausti. 
Scintille ieri sera a Belvedere Ostrense, all’agriturismo La Collina dei Cavalieri una delle attività che ha aderito alla campagna di disobbedienza civile #ioapro.

 

La titolare Luana Rocchi l’aveva annunciato sui social e così ha fatto: luci accese, cena a menù fisso con inizio alle 19,30 fino alle 21,30 e costo a offerta. Lei come altre 50mila attività in tutta Italia per dire al Governo che non se ne può più. Una ventina i commensali presenti con mascherine e distanziati tra i tavoli. Alla Collina dei Cavalieri verso le 20 sono arrivati anche i carabinieri di Corinaldo, inviati per una segnalazione. I militari hanno trovato personale a lavoro e clienti con i gomiti sul tavolo intenti a gustare le specialità di carne, tuttavia non hanno proceduto a contestazioni o segnalato all’esercente irregolarità. «I miei clienti avevano anche la prenotazione della camera visto che la “Collina” è anche una struttura ricettiva, per cui nessuno è stato multato – spiega Luana Rocchi – volevo far sentire la mia voce aderendo a questa protesta nazionale perché mi sento presa in giro da questo Governo». Hanno invece tenuto le luci accese all’interno del locale ma con le porte chiuse per non far entrare i clienti, le titolari del Bar Amnesya di corso Matteotti a Chiaravalle. «Una nostra forma di protesta – dicono le titolari Rita Dirigenti e Marta Mari – che oltretutto si è avvalorata con una cena a “La Statale 16 la Lanterna”, all’altezza di Ponte Rosso, a Marzocca. Eravamo una trentina di clienti, tutti uniti dal sentimento di esasperazione, alcuni più infervorati di altri. La gente ha voglia di uscire, sono venute tantissime persone a chiederci se eravamo aperti. Ci siamo messi in regola e possiamo lavorare in sicurezza, vogliamo solo lavorare, ne abbiamo bisogno». 
Al ristorante di Marzocca sono intervenuti i carabinieri e la Polizia locale. «Per non creare più danni che guadagni al titolare, che rischiava una multa e la chiusura, ce ne siamo andati tutti - aggiungono le signore di Amnesya - portando via la cena da asporto. Come clienti ci siamo coalizzati, pagando una carbonara anche 20 euro, per dare un contributo alla contravvenzione che è stata elevata loro. Noi invece non siamo stati multati. Alla Statale 16 era tutto prenotato, noi siamo rimaste fuori per almeno 40 minuti ad aspettare di mangiare. Intanto sono arrivati i carabinieri, che ci hanno identificate. Volevamo sostenere la causa dei ristoratori e il loro diritto al lavoro, articolo primo della Costituzione italiana». Momenti di tensione all’interno del locale. Il titolare è stato multato: 280 euro. 

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