Addio Diego, imprenditore centauro di 41 anni. Lascia la moglie e due figlie piccole

Mercoledì 5 Maggio 2021 di Giacomo Quattrini
Incidente mortale a San Biagio di Osimo

OSIMO  - Stava tornando a casa, ad Ancona, in sella alla sua moto nuova, ma la corsa verso un futuro che si prospettava avvincente e di successo si è fermata sul retro di un furgone che, almeno da una prima ricostruzione, gli avrebbe sbarrato a strada.

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La frenata proprio all’ultimo, lo schianto terribile e inevitabile, la morte sul colpo. E’ finita così, in un attimo, la vita di Diego Petruio, anconetano di 41 anni. Stava transitando ieri verso le 17,20 su via Ancona, nel centro abitato di San Biagio, quando si è scontrato con un furgone che si immetteva sulla strada principale uscendo da via San Biagio, la salita che porta alla chiesa della frazione. Per Diego non c’è stato nulla da fare. I residenti della zona che hanno chiamato il 118 lo hanno trovato già esanime.


Il personale dell’automedica arrivata dall’Inrca di Osimo e i militi della locale Croce Rossa non hanno potuto far altro che constatarne la morte, con l’autista del furgone sotto choc ma illeso. Sul posto anche i vigili del fuoco per mettere in sicurezza il luogo dell’incidente, la polizia locale di Osimo che ha svolto i rilievi e i carabinieri che hanno bloccato il traffico della provinciale, andato completamente in tilt nell’ora di punta. Fino circa alle 20, lunghe code fino all’Aspio, e auto deviate nelle stradine secondarie dentro San Biagio, via Manzoni e via Tenco, per arrivare alla rotatoria dell’Eurospin.

La dinamica dell’incidente sarebbe chiara: il furgone Fiat Ducato, di quelli con il cassone dietro usati in edilizia, era condotto da S.D., un 40enne di Cingoli che si stava immettendo sulla provinciale, ma senza fare i conti con la moto che è sopraggiunta in un attimo dalla sua sinistra colpendolo in pieno mentre faceva manovra. L’aveva appena comprata Diego quella moto, un bolide 1100 di cilindrata, un Ducati Panigale V4 immatricolato a febbraio scorso: era la sua grande passione, come dimostra la foto scelta come immagine di profilo su Facebook. Un centauro di esperienza, uno sportivo vero, tanto che appena due mesi fa aveva annunciato sui social l’inizio di una nuova avventura lavorativa: aveva investito con degli amici nel mondo del fitness e stava per aprire una palestra, dimostrando coraggio in un periodo simile, con il settore piegato dalla pandemia. 


Ma il coraggio non è mai mancato, nemmeno l’invettiva. Cresciuto in zona Brecce Bianche ad Ancona, Diego è diventato geometra all’Istituto superiore Vanvitelli vicino casa. Poi si è dato sempre da fare: ha lavorato prima da Eusebi Impianti, quindi alla Fincantieri e poi aveva scelto di aprire uno studio, del quale dal 2010 è Ceo, la Apyros con sede in via Primo Maggio alla Baraccola. Li lavora anche la moglie Francesca Pergolesi, con la quale aveva messo al mondo due figlie ora di 9 e 12 anni. Aveva creato famiglia e gli affari a lavoro andavano bene, con ingegneri e progettisti che con lui si occupano di sistema antisismico, antincendio, consulenze e assistenza cantieri in vari settori, dal navale al chimico, dalla logistica all’automotive passando per l’alimentare. Era riuscito a mettersi da parte dei soldi grazie alla sua Apyros e così aveva comprato una villetta al Pinocchio, poi la moto e ora avrebbe investito nel fitness.

 

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