«Che male alla testa». Yasmine stroncata da un ictus a 20 anni: sconvolta la comunità

Martedì 1 Dicembre 2020 di Talita Frezzi
Yasmine Wahbi, morta a 20 anni dopo un malore nella sua casa di Pianello Vallesina

JESI  - La notte più buia, quella che nonostante la nuova alba, resta nera. La notte che si porta via la vita, i sogni e i desideri di una ragazza di appena 20 anni. L’altra notte, a Pianello Vallesina di Monte Roberto. Il silenzio squarciato dall’improvviso suono delle sirene, dal battito del cuore all’unisono di una famiglia che resta col fiato sospeso e poi, dal pianto che si rompe a dirotto.

 

 

E’ la tragedia che ha colpito la famiglia Wahbi, originaria di Casablanca, in Marocco, ma da molti anni trasferita in Italia che oggi piange attonita la prematura scomparsa della figlia Yasmine. Aveva mal di testa domenica sera Yasmine, bellissima figlia maggiore di Youssef, ex presidente del Centro culturale islamico “Al Huda” di Jesi. 


Un dolore sempre più forte, atroce, la teneva sveglia. I genitori chiamano il 118, lei sta sempre peggio. Perde i sensi, la trasportano all’ospedale Carlo Urbani, pronto soccorso, codice rosso, terapia intensiva. All’una di notte la sua vita si spegne, come la flebile fiamma di un fiammifero che si consuma troppo velocemente. Per Yasmine non c’è stato purtroppo nulla da fare, tradita da un’emorragia cerebrale probabilmente provocata da un ictus che non le ha lasciato scampo nonostante i disperati tentativi dei sanitari del 118 di salvarla.

La notizia, che ha sconvolto il quartiere dove abitava e subito dopo la frazione di Pianello Vallesina, è velocemente rimbalzata anche a Jesi dove la famiglia Wahbi è particolarmente conosciuta e ben voluta. Yasmine appena un mese fa aveva spento le sue 20 candeline, era l’inizio della sua vita da adulta, di un amore di cui accennava timidamente sui social con gioia e protezione. Una ragazza dolcissima, solare e con gli occhi lucenti con cui guardava al futuro piena di sogni e di desideri da realizzare. Aveva frequentato l’Ipsia di Jesi, collaborava con varie associazioni di volontariato, sempre pronta a seguire le orme paterne sulla strada dell’integrazione, della solidarietà, della valorizzazione delle tradizioni culturali e religiose delle sue radici, ma con uno sguardo alla cultura occidentale in cui era cresciuta.


Dopo il diploma, aveva trascorso qualche mese in Inghilterra per frequentare un corso che l’avrebbe aiutata a costruire il suo futuro. Un futuro che non ci sarà. Toccante il saluto che il padre Youssef le ha rivolto sui social, rendendo pubblica la tragedia che ha colpito lui, la moglie e il figlio minore Ayoub. «Nostra figlia è morta - scrive, postando una bella immagine insieme all’adorata primogenita - pregate per lei con misericordia e perdono. Ciao amore di papà». La salma è stata trasferita all’obitorio del Carlo Urbani dove domani o giovedì sarà recitata la preghiera musulmana, poi Yasmine sarà sepolta a terra, rivolta alla Mecca, nel cimitero di Jesi.

 

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