Falsi Green pass, all’hub vaccinale come al ristorante: «Ne porto a mangiare 4, trovi un posto per tutti?»

Il vaccino gettato via per simulare l'iniezione e far ottenere i Green pass falsi
Il vaccino gettato via per simulare l'iniezione e far ottenere i Green pass falsi
di Federica Serfilippi
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Martedì 22 Febbraio 2022, 02:20 - Ultimo aggiornamento: 15:53

ANCONA - L’hub del Paolinelli come un ristorante dove mangiare. Le persone da vaccinare falsamente paragonati ai commensali da inserire a pranzo o a cena. È una delle metafore intercettate dalla Squadra Mobile nelle conversazioni telefoniche avvenute tra l’imprenditrice balneare Maria Francesca Lattanzi e il ristoratore Daniele Mecozzi, facenti parte – come descritto nell’ordinanza dagli inquirenti – di «un collaudato gruppo affaristico» ruotante attorno all’attività dell’infermiere Emanuele Luchetti. 

 
Un triangolo particolarmente attivo tanto da portare la Lattanzi a dire scherzosamente a Mecozzi, lo scorso 28 dicembre: «Oh, potemo aprire un ufficio eh?». Un ufficio presumibilmente alimentato da continue richieste di clienti, anche residenti fuori regione: «Volevo sapere se per il pranzo del 30…eh perché ce ne ho quattro che è disperati, cerca la carne da Bologna» il tenore delle affermazioni dell’imprenditrice in un colloquio col ristoratore. E ancora: «Anche per quanto riguarda i miei amici che verranno a mangiare il 29, se ancora possono venire»; «però considera che sono 4 o 5 e tu mi devi dire se sono troppi». 


Due alla volta
L’8 gennaio, due giorni prima dell’esplosione dell’inchiesta, Lattanzi (per il gip passata «dalla posizione di corruttore a quella di corruttore/intermediario») e Luchetti sembrano discutere sulle modalità operative: «Tu dimmi eh, se io ho qualche comportamento che devo correggere» dice lei. «La mucchia eh, troppi capito?» risponde l’infermiere. «Se tu mi dici le date in cui si può, te ne mando due alla volta, non occorre che vengano in duemila eh!». «Esatto, adesso vediamo, lo pianifichiamo». 
A un certo punto, il 23 dicembre, Luchetti sembra voler alzare il tiro, chiedendo addirittura al dottor Carlo Miglietta (il medico vaccinatore che ha denunciato tutto alla Squadra Mobile, fingendosi complice dell’infermiere) di inserire nel database ministeriale delle vaccinazioni i nomi di persone mai arrivate al Paolinelli: «So le seconde dosi da fare, che basta fa l’accettazione» confida Luchetti a Miglietta. «No, non ce so le persone. Questi qui erano quelli di Daniele che erano venuti all’inizio, tutto qua, cioè perché so tre, li mettiamo in mezzo».
Il listino dei prezzi
Come riportato agli inquirenti dal medico, Luchetti gli avrebbe anche confidato – spiegandogli il diverso trattamento di prezzario a seconda degli utenti - di aver avuto un rapporto di sesso orale con una paziente in cambio di una dose non somministrata (all’epoca dell’operatività del Palaprometeo).
Alzare l’asticella avrebbe voluto anche selezionare la clientela, “facendo fuori” la banconista romena Daniela Maria Zeleniuschi: «La blocco immediatamente, io sto selezionando: insegnanti, sto cercando i medici» le parole dell’infermiere. «Io sono dell’idea di fare persone fidate, persone che c’hanno un determinato tipo di sacchetta, io sto andando a Civitanova Marche, adesso. Per cercare di parlare con queste persone, capito?». I canali del Maceratese, ma pure quelli di Ancona.
Stando all’accusa, l’avvocato Gabriele Galeazzi avrebbe dovuto inviare all’hub quattro docenti in aspettativa a causa (questa l’ipotesi) della mancata vaccinazione: 2mila euro sarebbe dovuto essere l’incasso totale. «Loro vengono, perché hanno preso l’aspettativa, vengono entro il 7 gennaio» dice l’avvocato. I professori non si sarebbero mai presentati. 

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