Ancora vaccini-bluff, sette arresti. Presi altri due mediatori, circa 100 No Vax all’hub della Baraccola: 73 i sottoposti a obbligo di dimora

L'indagine sui falso Green pass è condotta dalla Squadra mobile di Ancona
L'indagine sui falso Green pass è condotta dalla Squadra mobile di Ancona
di Lorenzo Sconocchini
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Martedì 22 Febbraio 2022, 02:00 - Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio, 10:10

ANCONA - Chissà per quanto ancora avrebbero continuato a ingrossare l’esercito dei finti vaccinati, se non li avessero fermati. Perché la fila dei No Vax davanti al separè dove l’infermiere Emanuele Luchetti sparava siringhe di siero a vuoto si allungava e venivano reclutati nuovi procacciatori di clienti per incrementare il fatturato. Due presunti intermediari - una veterinaria-ristoratrice di Civitanova e un pensionato fabrianese - sono finiti agli arresti domiciliari ieri, nella seconda puntata dell’operazione “€uro Green Pass”, che ha tanto l’aria di non essere l’ultima.

 

Non solo per i fari puntati su una clientela sempre più vasta, con altre 28 misure dell’obbligo di dimora a carico di No Vax falsamente vaccinati (che si aggiungono ai 45 individuati nella prima tranche) ma perché l’ordinanza di ieri è solo il risultato di un’appendice investigativa che copre un arco temporale di appena due settimane. I detective della Mobile continuano a lavorare per ricostruire la ragnatela di interessi che si era formata intorno al falsario dei vaccini Emanuele Luchetti, in carcere dal 10 gennaio, reo confesso davanti a prove schiaccianti ma determinato negli interrogatori a cercare di ritagliarsi un ruolo di “anello della catena”.


Nelle due settimane a cavallo di Capodanno, mentre a palazzo di giustizia si decidevano gli arresti per i finti vaccini a pagamento, il sistema Luchetti continuava a sfornare Green pass taroccati spruzzando la siringa nei cestini dei rifiuti. Tutto sotto lo sguardo impietoso delle microspie piazzate dalla Squadra mobile, diretta dal vicequestore Carlo Pinto, che da oltre un mese ormai osservava come in un reality show le mosse dell’infermiere corrotto. In cambio di mazzette, il sanitario del Centro di salute mentale di Ancona - addetto alle vaccinazioni nell’hub della Baraccola - simulava iniezioni a clienti No Vax disposti a pagare fino a 500 euro pur di ottenere la certificazione verde senza immunizzarsi. 


La cronistoria di quelle giornate - dal 23 dicembre al 10 gennaio, quando lo scandalo deflagra con gli arresti di Luchetti e di quattro intermediari - è riassunta nella seconda ordinanza del gip del Tribunale di Ancona Carlo Masini che ieri, su richiesta del pm Ruggiero Dicuonzo, ha portato all’emissione di altre 35 misure di custodia cautelare, 7 arresti e 28 obblighi di dimora nel comune di residenza, con divieto di uscire in orario notturno. I reati ipotizzati sono gli stessi: concorso in corruzione, peculato e falso ideologico.

Cinque misure cautelari sono la replica, ma per nuovi episodi, di quelle che un mese e mezzo fa hanno portato in carcere l’infermiere professionale Emanuele Luchetti e ai domiciliari i quattro presunti intermediari: l’avvocato anconetano Gabriele Galeazzi, il ristoratore civitanovese Daniele Mecozzi e altri due anconetani, l’imprenditore edile Stefano Galli e la commessa di un supermercato Daniela Maria Zeleniuschi. Gli vengono contestati nuovi casi di finte vaccinazioni accertati dopo aver chiuso a fine dicembre il primo filone investigativo con la prima richiesta di arresti. 


Collettori di tangenti
Ma c’è anche dell’altro. Adesso il giro dei mediatori - collettori di tangenti ai quali rimaneva attaccata qualche banconota da 50 euro in mano, tranne nel caso dell’avvocato Galeazzi - si allarga con due nuovi procacciatori di clienti, finiti ieri ai domiciliari. Si tratta di una veterinaria di Civitanova Marche, Maria Francesca Lattanzi, 52 anni, conosciuta soprattutto come ristoratrice, e di un fabrianese di 73 anni, Edmondo Scarafoni, in pensione dopo una vita trascorsa tra i macchinari delle Cartiere Miliani, dove per un periodo è stato anche delegato sindacale. La Lattanzi figurava già nella prima ordinanza di gennaio, tra i 35 clienti del sistema Luchetti sottoposti a obbligo di dimora, ma il supplemento d’indagine, alimentato anche da intercettazioni telefoniche, le ritaglia un profilo più alto. Dopo essere stata tra i beneficiari delle vaccinazioni bluff grazie alla conoscenza con il collega ristoratore Daniele Mecozzi, anche la veterinaria Lattanzi avrebbe iniziato a procacciare clienti da inviare verso la postazione dell’infermiere infedele all’hub vaccinale del centro Paolinelli. A inserire nel giro il pensionato fabrianese Edmondo Scarafoni sarebbe stato invece l’avvocato anconetano Gabriele Galeazzi, ai domiciliari dal 10 gennaio scorso. Tra i nuovi finti vaccinati sottoposti a obbligo di dimora, persone di varia umanità No Vax in arrivo anche da fuori regione (Bologna, Torre del Greco, Andria, Chieti) figurano anche servitori dello stato - come due ispettori del Commissariato di polizia di Civitanova - un’addetta Ata di una scuola d’infanzia di Falconara, un osteopata di Civitanova e un avvocato di Porto Recanati. Non potranno lasciare il comune di residenza e dovranno stare in casa dalle ore 21 alle 6. 

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