La vongolara si ribalta in solo 7 secondi: Lauro Mancini muore bloccato nella cabina

La vongolara si ribalta in solo 7 secondi: Lauro muore bloccato nella cabina
La vongolara si ribalta in solo 7 secondi: Lauro muore bloccato nella cabina
di Teodora Stefanelli
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Martedì 28 Giugno 2022, 03:00 - Ultimo aggiornamento: 21:26

FALCONARA - Sette secondi. È il lasso di tempo in cui si è consumata la tragedia di ieri mattina a mezzo miglio dalla costa di Falconara quando la vongolara “Emilia” si è ribaltata in mare provocando la morte di uno dei suoi armatori. La vittima è Lauro Mancini, 57enne anconetano con la pesca nelle vene. Il destino crudele ha voluto che proprio durante una di queste battute trovasse la morte. L’incidente si è verificato alle prime luci dell’alba, poco più a nord della raffineria Api in una zona dove, a quanto si apprende, è proibito pescare.

Lo choc 

Mancini ieri mattina si trovava a bordo della vongolara insieme ad un altro marittimo, Fabrizio Trinchera, quando all’improvviso è accaduto il peggio. Secondo le prime ricostruzioni sembrerebbe che la draga idraulica si è incagliata improvvisamente mentre il verricello avrebbe continuato a girare. Mancini, che si trovava nella cabina di comando, si sarebbe accorto del problema, ma qualcosa sarebbe andato storto nelle operazioni successive: l’imbarcazione avrebbe iniziato a piegarsi da un lato per poi ribaltarsi in mare. Il tutto nel giro di una manciata di secondi. Mentre l’altro marinaio è riuscito a buttarsi in tempo salvandosi la vita, per Lauro non c’è stato nulla da fare. Intanto le altre vongolare poco distanti, vedendo la barca ribaltarsi da lontano, hanno lanciato immediatamente l’allarme via radio e si sono avvicinate per soccorrere il naufrago caricandolo su una delle altre barche. Sul posto in 30 minuti sono intervenuti gli uomini della Capitaneria di porto con la motovedetta Cp 861 e i sub dei vigili del fuoco. Sono stati loro a raggiungere il corpo privo di vita di Mancini che era rimasto bloccato nella cabina di comando, lo hanno imbragato e trasportato in banchina al porto di Ancona. Recuperati in mare anche i documenti della barca. Al momento sulle cause della tragedia vige il massimo riserbo da parte degli investigatori. Il pm Serena Bizzarri sta indagando sulla vicenda, il naufrago sopravvissuto è stato ascoltato dagli inquirenti e si è ha aperto un fascicolo per fare luce su questa tragica vicenda: l’imbarcazione è stata posta sotto sequestro anche per stabilire se siano state rispettate le procedure di sicurezza. «Al momento non sappiamo nulla - fa sapere l’avvocato della famiglia Mancini Michele Di Ruggero - gli armatori dell’Emilia sono il compianto Lauro e suo fratello Massimiliano che non era a bordo. Siamo andati alla Capitaneria di porto con l’impegno di recuperare la barca che al momento è sotto sequestro». 

Gli interrogativi

Tante sono le domande a cui dare una risposta. Non è chiaro se ci sia un collegamento tra le cause del ribaltamento e il fatto che in quell’area fosse vietato pescare. Forse la barca si è incagliata in uno scoglio, un tubo sottomarino della raffineria o su un cavo che ne avrebbe provocato il ribaltamento. Inoltre verranno svolti ulteriori accertamenti per capire se a bordo ci fosse anche una terza persona. Al momento, infatti, la versione ufficiale della Capitaneria di porto è che sulla vongolara fossero due i marittimi imbarcati. Intanto l’imbarcazione, rimasta in acqua semi affondata, dopo l’incidente ha iniziato a sversare carburante in mare. È previsto per questa mattina l’arrivo del pontone per recuperare il relitto sequestrato, portarlo in darsena e verificare che non ci siano falle nello scafo. Intanto la notizia della morte dell’armatore anconetano ha gettato nello sconforto l’intera città. Era infatti molto conosciuto nel quartiere degli Archi dov’era nato e cresciuto con i suoi fratelli nel cuore del rione. Proprio sotto gli Archi vicino al bar Apollo. Nonostante risiedesse ad Osimo da diverso tempo, era amatissimo anche a Collemarino dove aveva coltivato tante amicizie. Lascia tre figli, Nicholas, Elizabeth e Beniana e i nipotini che adorava. 
 

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