Il sindaco Mancinelli: «La Fiera di San Ciriaco salta. E in giro ancora troppi geni»

Domenica 5 Aprile 2020
Salta la fiera di San Ciriaco

ANCONA . Sindaco Valeria Mancinelli, il Covid lockdown ad Ancona, così come nel resto d’Italia, andrà avanti fino al 13 aprile, ma è già nell’aria l’ipotesi di prorogare alcune misure restrittive anche oltre quella data. Domanda secca: la Fiera di San Ciriaco salta per quest’anno?
«Di sicuro non si farà a maggio. Poi, se sarà rinviata – comunque non prima di settembre/ottobre – o scalerà al 2021, dipende da come si evolve la situazione dell’emergenza sanitaria, ma per il momento salta».


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Parola d’ordine: limitare i contagi. Come procedono i controlli per il rispetto delle misure restrittive previste dalle ordinanze?
«Dall’inizio della quarantena sono stati fatti migliaia di controlli. Insieme alla Polizia locale, c’è una presenza più consistente anche delle altre forze dell’ordine e questo aiuta. E poi c’è anche un ottimo sistema di segnalazione spontaneo da parte dei cittadini che avvertono in tempo reale di eventuali assembramenti». 

Un esempio? Citi un caso
«Ieri (venerdì, ndr) via WhatsApp ci hanno riferito di un assembramento in via Marconi dove pare si fosse creato un punto informazioni per i buoni spesa. C’è stato un immediato contatto tra la dirigenza dei Servizi sociali ed il comando della Municipale, subito intervenuto sia per disperdere l’assembramento che per spiegare che esiste un call center dedicato a questa misura. Però va detto che, negli ultimi 10 giorni, la consapevolezza dei cittadini è significativamente aumentata, non ci sono fenomeni eclatanti di non rispetto delle regole». 

Gli anconetani si dimostrano disciplinati, dunque?
«La stragrande maggioranza sì. Poi certo, qualche genio in giro c’è sempre: una fauna che si comportava da imbecille già prima delle misure restrittive e che lo fa anche ora. Sono una parte minoritaria che però può fare danni notevoli, nei loro confronti la vigilanza deve essere altissima. La questione, ora, è evitare che si allentino le maglie sull’onda, comprensibile, della voglia di uscire dopo tanti giorni a casa, ma non deve assolutamente accadere, altrimenti si ricomincia da capo». 

Prima ha parlato dei buoni spesa: solo nel primo giorno sono già arrivate 2000 richieste. Il plafond di 533.545 euro destinato ad Ancona è sufficiente?
«È un’ottima misura, secondo me proporzionata in termini economici. Nel caso non bastasse, integreremo con fondi nostri. È uno strumento per persone in estrema difficoltà e che, per altre fasce di popolazione pur duramente colpite dall’emergenza Covid, il governo ha messo e sta mettendo in campo altre misure. Tra lunedì (domani, nrd) e martedì inizieremo a distribuire i buoni: tra lo stanziamento delle risorse ed il loro impiego concreto sono passati pochi giorni, e non è una cosa così usuale, in generale. È segno che quando la filiera governo centrale-Comuni viene messa in moto, funziona bene, ed è un’esperienza che va presa ad esempio anche per tante altre cose».
Stanno arrivando donazioni sul conto che avete aperto per integrare le risorse per la solidarietà alimentare? 
«Sì. Le due più significative sono arrivate dal Lions e dalla comunità senegalese».

L’emergenza Covid-19 sta pesando molto anche sulle casse dei Comuni: entro metà
aprile è previsto un nuovo decreto che, oltre ad integrare le misure di sostegno a persone ed aziende, dovrebbe intervenire anche su questo aspetto. Cosa serve? 

«Servono interventi strutturali. Come Anci, abbiamo calcolato un fabbisogno minimo – dovuto ai maggiori costi ed alle minori entrate dei Comuni – di 6-7 miliardi di euro. C’è l’ipotesi concreta che Cassa depositi e prestiti rinvii il pagamento delle rate dei mutui dei Comuni, spalmando le due del 2020 sui successivi 20 anni. Questa misura varrebbe già un miliardo, che diventano due se si guarda anche la quota degli interessi. Inoltre, l’Anci ha già avanzato tre richieste: la possibilità di spendere il 40% degli accantonamenti del fondo per crediti di dubbia esigibilità, la possibilità di usare gli avanzi di gestione ed un miliardo di risorse aggiuntive. Siamo sicuri che saranno accolte». 

Fin qui l’emergenza. Una volta usciti, da cosa si riparte? 
«Ripartiremo dal nostro piano di investimenti, che quest’anno era molto ambizioso. I cantieri da 12-15 milioni di euro tra Bando periferie ed Iti Waterfront sono tutt’ora ai nastri di partenza, ed avevamo previsto 10 milioni di euro per le manutenzioni di strade e strutture comunali (scuole, mercati, edifici, impianti sportivi). Appena possibile, si riparte da qui». 

Ancona città deserta: che effetto fa? 
«Un’impressione strana: non ho girato molto, ma nel vedere il centro vuoto, per qualche momento ho immaginato, vagamente, come possa essere stato durante la guerra. Ti senti la città più vicina, come se diventasse quasi una persona. E, certo, un po’ di nodo alla gola viene».

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