Tormenta per gelosia la rivale in amore: telefonate, pedinamenti e capelli tirati. A giudizio una donna cubana di 40 anni

Mercoledì 19 Gennaio 2022 di Federica Serfilippi
Tormenta per gelosia la rivale in amore: telefonate, pedinamenti e capelli tirati. A giudizio una donna cubana di 40 anni

ANCONA  - A muoverla sarebbe stata la gelosia. Una gelosia che, stando a quanto ricostruito dalla procura, per un mese intero l’avrebbe portata a tartassare la presunta rivale in amore, tra sms, chiamate anonime, pedinamenti e tirate di capelli. È stata rinviata a giudizio con le accuse di stalking e lesioni personali una 40enne di origine cubana. La donna dovrà affrontare il processo davanti al giudice monocratico il prossimo 3 febbraio.

 

Parte civile, con l’avvocato Jacopo Saccomani, sarà una 28enne anconetana che, all’epoca dei fatti contestati all’imputata, si era dovuta rivolgere alla questura per mettere un freno all’ex compagna del ragazzo frequentato nell’inverno del 2019. 


La 40enne - aveva raccontato in sede di denuncia la vittima - per un mese non l’avrebbe praticamente lasciata vivere, tanto sarebbe stata la volontà della cubana di conoscere i movimenti dell’ex e capire quanto il nuovo legame potesse essere per lei insidioso. Dunque, sarebbe stata la gelosia a veicolare le sue azioni che, per la procura, hanno configurato il reato di stalking. La denunciante aveva parlato di continui sms e chiamate alla sua utenza telefonica da parte dell’indagata per conoscere i suoi movimenti e capire se fosse in compagnia del suo ex compagno.


A un certo punto, stanca di sentirsi assillata, la 28enne aveva bloccato il contatto della cubana. Questa, secondo la ricostruzione della procura, avrebbe continuato a tempestare la vittima con chiamate anonime. Inoltre, avrebbe più volte pedinato la rivale in amore, probabilmente per capire se stava per incontrare l’uomo con cui in passato aveva avuto un legame affettivo.


In un’occasione ci sarebbe stata anche un’aggressione fisica, avvenuta al parco della Cittadella a fine febbraio 2019. Qui, mentre si trovava in compagnia dell’ex compagno dell’imputata per fare una passeggiata, la 28enne sarebbe stata ingiuriata, strattonata e tirata per i cappelli. A seguito dell’episodio, l’anconetana era dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso di Torrette. Era stata dimessa con una prognosi di cinque giorni.


Per questo fatto, la procura contesta anche il reato di lesioni personali oltre a quello di staking. Dopo l’aggressione, era stata sporta denuncia in questura. Da quel momento, le condotte contestate si sarebbero annullate, ma la 28enne è comunque andata avanti, costituendosi parte civile. La 40enne non è mai stata colpita da alcuna misura cautelare. La difesa non ha scelto riti alternativi convinta di poter smontare le accuse a dibattimento.

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