Molestata in centro tra passanti indifferenti: «Mi sono sentita una preda»

Domenica 21 Giugno 2020 di Federica Serfilippi
Piazza Pertini: la ragazza è stata inseguita e molestata da uno sconosciuto tra l'indifferenza dei passanti

ANCONA «Non è normale e neppure giusto sentirsi una preda mentre si cammina per strada, alla luce del sole. È irritante non sentirsi sicuri quando si torna a casa, ma più di tutto è fastidioso che una ragazza debba imparare a proteggersi dato che qualcuno non è abbastanza educato da capire che quello che sta mettendo in atto è una molestia». Non c’è altra parola per descrivere quanto vissuto nel centro cittadino da una studentessa di 22 anni, agganciata e pedinata da un uomo mai visto prima.


Il pedinamento
Uno sconosciuto ben vestito, sulla cinquantina, che ha seguito Chiara (nome di fantasia) tempestandola di apprezzamenti e cercando con lei un contatto, per fortuna mai avvenuto. L’episodio non è avvenuto di notte, quando il molestatore avrebbe avuto più possibilità di passare inosservato, ma in pieno giorno, poco prima dell’ora di pranzo. E nessuno, tra passanti e testimoni della scena, ha fatto nulla per tendere la mano alla 22enne, costretta a cambiare più volte direzione per lasciarsi alle spalle lo sconosciuto. «Erano circa le 12,35 – racconta Chiara – e stavo tornando a casa per pranzo, passando dalla traversa che collega corso Garibaldi a piazza Pertini». 

 

Gli sguardi
Al semaforo pedonale di via Marsala, lo sguardo incrociato casualmente con un uomo che era fermo dall’altra parte della strada: «Mi sono accorta che mi stava fissando, ha sussurrato “bellissima”. Così, mi sono spostata un po’ e quando è scattato il verde sono passata sulle strisce. Si è avvicinato a me, ha cercato un contatto, ma ho mantenuto la distanza. Mi sono girata verso di lui e ho sentito che diceva “Ciao bella”, indicando il mio sedere». Tutto ciò nel traffico di corso Stamira. Dopo l’esclamazione sul fondoschiena, l’uomo ha fatto inversione. A quel punto, Chiara - spaventata e intimorita da un possibile pedinamento - ha cercato di allontanarsi in maniera veloce, arrivando poi al centro piazza Pertini. Lo sconosciuto è sempre rimasto dietro di lei: «Mi guardava e continuava a parlare con un tono di voce pacato, ma udibile, pronunciando parole come “bella” e “piccolina”. A piazza Pertini, dove c’erano alcuni genitori con i figli, l’uomo ha allungato il passo». La 22enne ha provato a seminarlo, ma lui l’ha incalzata fino all’altezza della gelateria Martini.

L’approccio
Lei, per la prima volta, lo ha intimato ad andarsene. Senza guardarla negli occhi, l’uomo ha risposto: «Piccolina fatti conoscere, dove stai scappando che ti prendo?». La paura ha indirizzato Chiara, a passo svelto, verso le scalette che conducono in via Montebello. Il pedinamento non accennava a fermarsi: «Se non te ne vai adesso, chiamo qualcuno» ha detto Chiara allo sconosciuto. «Mi sono girata verso di lui dopo quelle parole, mi stava ancora fissando. Alla fine ha alzato le braccia e se ne è andato». La fine di un incubo. «Non si è mai avvicinato al punto di toccarmi, ma quanto accaduto mi ha dato fastidio. E mi ha dato fastidio anche il fatto che le persone non abbiano fatto nulla. Sono sicura che a piazza Pertini qualcuno ha sentito le parole indirizzate a me. Credo che l’indifferenza sia pari al comportamento di quell’uomo. Dopo l’episodio, sono ancora uscita, non mi voglio far limitare dall’accaduto, ma sarei ipocrita a dire che non ho paura. Ma non è possibile sentirsi al sicuro solo quando si esce in gruppo. Mi sono sentita come un oggetto e mi ha spaventato quello che ho vissuto perché è accaduto in pieno giorno ed è stato causato da una persona che non ti aspetti, una persona che poteva avere l’età di mio padre. Pensando alla parola “piccolina”, rabbrividisco di fronte all’ipotesi che fatti del genere possano essere capitate a ragazzine di 14 o 15 anni». 

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