Sos cinghiali ormai arrivati alle porte della città: selezionati cinquanta trappolatori

Sabato 6 Febbraio 2021 di Stefano Rispoli
Sos cinghiali ormai arrivati alle porte della città: selezionati cinquanta trappolatori

ANCONA - Tutta colpa del lockdown? Sembrerebbe di sì. Non si spiega altrimenti la presenza di cinghiali a ridosso del centro abitato. Sono arrivati alle porte della città. C’è chi li ha visti (e filmati) all’interno del parco di Villa Beer, alle Grazie, chi li ha immortalati a spasso in via Del Conero, vicino alle scuole e alla chiesa di Santa Maria dei Servi.

 

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Ma ormai gli ungulati sono una presenza fissa anche a Pietralacroce e a Posatora. Il rischio di incidenti e di incontri ravvicinati da brivido è sempre più concreto, anche se gli animalisti ricordano che i cinghiali di per sé non sono pericolosi e non aggrediscono l’uomo, a meno che non vengano infastiditi o non si sentano attaccati. 

Resta però alto l’allarme, se non altro per l’impennata di schianti avvenuti nelle ultime settimane, sia nei quartieri periferici della città, sia in provincia. In via delle Grotte una ragazza a dicembre era finita fuori strada per evitarne uno. Ripetuti incidenti sono avvenuti sulla strada del Vallone, che dall’Aspio porta a Offagna, ma anche nei dintorni di Agugliano e Polverigi. Pauroso, l’estate scorsa, lo scontro tra uno scooter e una famiglia di ungulati in via della Ferrovia, sotto Pietralacroce: una cinquantenne perse i sensi e finì all’ospedale con una gamba rotta. 

L’ente Parco del Conero torna ad affrontare il tema, imputando i ripetuti avvistamenti di cinghiali al prolungato lockdown. «Sono da considerarsi una diretta conseguenza della limitazione delle attività umane - spiega l’ente in una nota -. Proprio a causa di questo stop imposto dall’emergenza pandemica, contestualmente ad una minore attività umana sul territorio, la popolazione di ungulati presente sul Conero ha potuto espandere il proprio raggio di interazione con il centro urbano, avvicinandosi alle zone abitate». Ecco spiegati gli avvistamenti di fauna selvatica vagante, segnalati dai residenti negli ultimi mesi. «Ma nonostante le difficoltà indotte dalle misure anti-Covid - prosegue la nota -, l’ente Parco del Conero, grazie all’attività degli operatori volontari di selezione, ha intensificato le operazioni già predisposte dal piano di gestione della popolazione di cinghiali raggiungendo, anzi superando, l’obiettivo». 

Il target di prelievo previsto dal Parco del Conero, infatti, è stato abbondantemente centrato. Per il periodo agosto 2019-luglio 2020 era stato fissato un traguardo di 150-200 capi prelevati, soglia superata di gran lunga con il raggiungimento di 316 prelievi (trappolamenti inclusi). Solamente sull’anno 2020 sono stati abbattuti 295 capi, un sensibile incremento rispetto ai 270 dell’anno precedente (+9,3%) tenuto conto del lockdown che tra marzo e maggio ha impedito il prosieguo dell’attività di abbattimento. 

Ma l’ente si è occupato anche delle azioni di prevenzione degli investimenti della fauna selvatica. «Tra il 2019 e il 2020, il Parco ha potenziato i sistemi di avviso agli automobilisti del pericolo della presenza di fauna vagante lungo i tratti della rete viaria ritenuti più critici ed ha istallato dei sistemi di dissuasione all’attraversamento della fauna notturna in coincidenza dell’avvicinamento di autoveicoli». In particolare, evidenzia l’ente, «nel periodo in esame risultano installati 233 dissuasori ottici (catarifrangenti), 229 segnalatori di margine di carreggiata (catarifrangenti rivolti verso l’esterno della strada) e 23 cartelli segnaletici di avviso di attraversamento di fauna selvatica. Inoltre, è stata svolta la campagna di sensibilizzazione “Io sono il Parco” per una più consapevole, attenta e prudente guida all’interno di un’area protetta». 
Il bando 
E presto verrà implementata la task force di trappolatori: 50 candidati, infatti, hanno risposto al bando indetto dall’ente per intensificare l’attività di contenimento dei cinghiali nell’area del Conero. Potrebbero essere selezionati tutti, anche se la gara era aperta a 30 persone.

 

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