Il bluff delle polizze assicurative: sgominata la gang dei falsi broker

Venerdì 26 Febbraio 2021 di Federica Serfilippi
Il bluff delle polizze assicurative: sgominata la gang dei falsi broker

ANCONA  - Pubblicizzavano sul web la possibilità di stringere polizze assicurative a prezzi super competitivi, si facevano pagare dagli automobilisti su carte PostePay e poi inviano i documenti – rivelatisi fasulli - su Whatsapp. È questo, secondo gli investigatori della Polizia Stradale di Ancona, il modus operandi con cui un gruppo di napoletani avrebbe truffato oltre mille automobilisti nell’ultimo anno e mezzo, vendendo false polizze, apparentemente siglate con le maggiori compagnie assicurative.

 

 

È di circa tre milioni di euro il profitto che sarebbe stato incassato dalla gang, composta da un uomo e tre donne di età compresa tra i 45 e i 50 anni, tutti con precedenti di polizia, scovata nell’ambito dell’operazione “Valdez”. Su ordine del tribunale del Napoli, due indagati sono stati collocati ai domiciliari, altrettanti in carcere. L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla truffa. Nell’inchiesta sono finite altre 249 persone, indagate per essere le titolari delle PostePay (ne sono state rintracciate quasi 350) dove confluivano i pagamenti dei truffati. Sono state conteggiate dalla Polizia Stradale 1.095 frodi su tutto il territorio nazionale.

 

Per gli automobilisti, oltre il danno, la beffa: non solo sono stati indotti a pagare false polizze, ma hanno dovuto fare i conti con il sequestro della propria auto a causa della mancata assicurazione. In diverse occasioni la Polizia Stradale ha scoperto la truffa in presenza di incidenti. All’atto della verifica delle polizze, infatti, è emerso la falsità dei documenti. Alcune famiglie, pronte a partire dal porto per le vacanze, sono state costrette a rimandare le ferie dopo il sequestro dell’auto. Nella provincia di Ancona, dagli investigatori guidati dal comandante del Compartimento Marche Lucio Pennella sono stati contati una trentina di truffati. 


È a Senigallia che è iniziato tutto, circa un anno e mezzo fa, poco prima del lockdown. Durante un controllo eseguito dagli agenti, il conducente di una vettura è stato trovato in fallo: dalla visione dei documenti era emersa la falsità della polizza. Non era registrata negli archivi del Mit. Da quell’episodio sono partite le indagini, estese prima a tutte le Marche, poi sull’intero suolo nazionale. Dagli accertamenti - fatti di pedinamenti, visione delle telecamere degli sportelli dove venivano prelevati i soldi delle PostePay intestate ai compiacenti della banca e analisi delle utenze Whatsapp utilizzate dai truffatori – gli investigatori hanno infine stretto il cerchio attorno a Napoli. Dall’attività investigativa è emerso che i malviventi, dopo aver creato un’apposita pagina e registrato un sito internet raggiungibile attraverso un indirizzo simile a quello delle maggiori compagnie di assicurazione o di broker assicurativi realmente esistenti, lo pubblicizzavano sui noti motori di ricerca del settore. Per ottenere un preventivo, la vittima inseriva i propri dati e una utenza telefonica sulla quale, poco dopo, veniva contattata dai malviventi per firmare il contratto. «Invitiamo i cittadini – è l’appello il dottor Pennella – a verificare sempre con estrema cura la sottoscrizione di polizze online. Per qualsiasi dubbio, noi siamo pronti a fornire chiarimenti e supporto. Si ricorda che sul sito del Mit (www.ilportaledell’automobilista.it), si può accertare la corretta copertura assicurativa del proprio veicolo». 

 

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